il cammino… dell’uomo

 IL CAMMINO DELL’UOMO

 IL CAMMINO DELL’UOMO

“Dove abita Dio?”…

Dio abita dove lo si lascia entrare.

Ecco ciò che conta in ultima analisi:

lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar 

entrare solo là dove ci si trova, e dove ci si trova

realmente, dove si vive, e dove si vive

una vita autentica…

allora lasciamo entrare Dio.

mantenere la reputazione…

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IDOLI
Un giorno fu chiesto a rabbi Bunam:”Che cosa s’intende
oggi quando si parla di un sacrificio per gli idoli?”.
Egli rispose:”Vi farò un esempio. Quando un uomo pio e
giusto che siede con gli altri a tavola e che mangerebbe
volentieri ancora qualcosa, vi rinuncia per mantenere la
sua reputazione, ebbene questo è un sacrificio agli idoli”.
“Storie e leggende chassidiche” Martin Buber


By leggoerifletto

IL CAMMINO DELL’UOMO

By leggoerifletto

La danza dei hassidim e altri racconti – Martin Buber

 Alla festa della Gioia della Torà i discepoli del Baalshem si divertivano in casa del loro maestro; danzavano e bevevano e si facevano venire sempre nuovo vino dalla cantina. Dopo qualche ora la moglie del Baalshem entrò nella camera di lui e disse: «Se non smettono di bere, tra poco non avanzerà più vino per la consacrazione del sabato». 
Egli rispose ridendo: «Dici bene. Va dunque e dì loro di smettere». 
Quando la donna aprì la porta del tinello, vide i discepoli che danzavano in cerchio e intorno al cerchio danzante correva fiammeggiando un anello di fuoco azzurro. Allora prese ella stessa un boccale nella destra e un boccale nella sinistra e, allontanando la serva, corse in cantina, per ritornare subito con i recipienti pieni. 

– Martin Buber –

Il sordo 

Il nipote del Baalshem, Rabbi Moshe Hajim, racconta: «L’ho sentito raccontare da mio nonno: un suonatore di violino suonava un giorno con tanta dolcezza che tutti coloro che lo sentivano si mettevano a danzare, e chi soltanto giungeva nel cerchio della musica, era preso anche lui nella danza. 
Ed ecco venirsene un sordo che non sapeva nulla di musica; e ciò che vide gli sembrò un comportamento da pazzi, senza senso e senza gusto». 

– Martin Buber –

La forza della comunità 

Si narra: «Una volta, la sera dopo il Giorno del Perdono, la luna rimase coperta dalle nuvole, e il Baalshem non poté uscire a dire la benedizione della luna. Ciò l’angustiava molto; che, come tante volte, anche ora sentiva che un destino imponderabile era affidato all’opera delle sue labbra. 
Invano diresse la sua profonda forza verso la luce del pianeta, per aiutarlo a gettare i suoi gravi veli; ogni volta che mandava qualcuno a vedere, sempre gli veniva risposto che le nuvole s’erano ancora infittite. 
Finalmente la speranza l’abbandonò. «Intanto gli hassidim, che non sapevano la pena del Baalshem, si erano riuniti nella parte più esterna della casa e avevano incominciato a danzare, che in tal modo solevano festeggiare lietamente il perdono dell’anno, compiuto attraverso il servizio sacerdotale dello zaddik. 
Quando la santa gioia crebbe, invasero danzando la camera del Baalshem. Presto il fervore li sopraffece, presero per le mani colui che sedeva afflitto e lo trassero nel loro girotondo. In quel momento di fuori risuonò un grido. Improvvisamente la notte s’era rischiarata; in splendore mai visto la luna si librava nel cielo purissimo».

– Martin Buber –

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

MERCOLEDÌ 8 GIUGNO 2016

IL CAMMINO DELL’UOMO

 IL CAMMINO DELL’UOMO

mantenere la reputazione…

 

IDOLI

Un giorno fu chiesto a rabbi Bunam:”Che cosa s’intende

oggi quando si parla di un sacrificio per gli idoli?”.

Egli rispose:”Vi farò un esempio. Quando un uomo pio e

giusto che siede con gli altri a tavola e che mangerebbe

volentieri ancora qualcosa, vi rinuncia per mantenere la

sua reputazione, ebbene questo è un sacrificio agli idoli”.

“Storie e leggende chassidiche” Martin Buber


By leggoerifletto

La danza dei hassidim e altri racconti – Martin Buber

 Alla festa della Gioia della Torà i discepoli del Baalshem si divertivano in casa del loro maestro; danzavano e bevevano e si facevano venire sempre nuovo vino dalla cantina. Dopo qualche ora la moglie del Baalshem entrò nella camera di lui e disse: «Se non smettono di bere, tra poco non avanzerà più vino per la consacrazione del sabato». 
Egli rispose ridendo: «Dici bene. Va dunque e dì loro di smettere». 
Quando la donna aprì la porta del tinello, vide i discepoli che danzavano in cerchio e intorno al cerchio danzante correva fiammeggiando un anello di fuoco azzurro. Allora prese ella stessa un boccale nella destra e un boccale nella sinistra e, allontanando la serva, corse in cantina, per ritornare subito con i recipienti pieni. 

– Martin Buber –


Il sordo 

Il nipote del Baalshem, Rabbi Moshe Hajim, racconta: «L’ho sentito raccontare da mio nonno: un suonatore di violino suonava un giorno con tanta dolcezza che tutti coloro che lo sentivano si mettevano a danzare, e chi soltanto giungeva nel cerchio della musica, era preso anche lui nella danza. 
Ed ecco venirsene un sordo che non sapeva nulla di musica; e ciò che vide gli sembrò un comportamento da pazzi, senza senso e senza gusto». 

– Martin Buber –

La forza della comunità 

Si narra: «Una volta, la sera dopo il Giorno del Perdono, la luna rimase coperta dalle nuvole, e il Baalshem non poté uscire a dire la benedizione della luna. Ciò l’angustiava molto; che, come tante volte, anche ora sentiva che un destino imponderabile era affidato all’opera delle sue labbra. 
Invano diresse la sua profonda forza verso la luce del pianeta, per aiutarlo a gettare i suoi gravi veli; ogni volta che mandava qualcuno a vedere, sempre gli veniva risposto che le nuvole s’erano ancora infittite. 
Finalmente la speranza l’abbandonò. «Intanto gli hassidim, che non sapevano la pena del Baalshem, si erano riuniti nella parte più esterna della casa e avevano incominciato a danzare, che in tal modo solevano festeggiare lietamente il perdono dell’anno, compiuto attraverso il servizio sacerdotale dello zaddik. 
Quando la santa gioia crebbe, invasero danzando la camera del Baalshem. Presto il fervore li sopraffece, presero per le mani colui che sedeva afflitto e lo trassero nel loro girotondo. In quel momento di fuori risuonò un grido. Improvvisamente la notte s’era rischiarata; in splendore mai visto la luna si librava nel cielo purissimo».

– Martin Buber –

Buona giornata a tutti. 🙂

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APPROFONDIMENTO: IL CAMMINO DELL’UOMO

Si muove sulle pagine de Il cammino dell’uomo, libretto del  Buber, questa nuova puntata de Il viaggiatore. Un capolavoro in miniatura (“un dono prezioso”, secondo Hermann Hesse), che si presenta come un itinerario in sei tappe per avvicinarsi alla parte più profonda dell’anima: ritorno a se se stessi; il cammino particolare; la risolutezza; cominciare da se stessi; non preoccuparsi di sé; là dove ci si trova. Qual è il senso di questo  cammino? E che spunti offre il libro di Buber all’anelito di rinnovamento della fede cristiana auspicato dal nuovo Papa Francesco, che ha usato proprio il termine “cammino” come parola chiave del suo pontificato?

Intervengono: il priore della comunità di Bose, Enzo Bianchi; la filosofa e teologa, Maria Cristina Bartolomei; il rabbino Benedetto Carucci Viterbi; lo psicanalista Massimo Recalcati; il filosofo Marco Guzzi, ideatore dei gruppi Darsi Pace; la scrittrice Mariapia Veladiano. Con Cinzia Tani.

Conduce Massimo Cerofolini

www.cercoiltuovolto.it

 

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