🌠❄️🌠”giorni della Merla”❄️🌠❄️

La tradizione vuole che il 29-30-31 di gennaio, ovvero gli ultimi tre giorni del primo mese dell’anno, vengano ricordati come igiorni della Merla, ad indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno. Quest’anno ci sono novità interessanti per quei tre giorni, e per alcuni potrebbero essere esplosive.
Secondo la leggenda i merli, un tempo, avevano delle bellissime piume bianche e soffici.Durante il gelido inverno, raccoglievano nei loro nidi le provviste per sopravvivere al gelo, in modo da potersi rintanare al calduccio per tutto il mese di gennaio. Sarebbero usciti solo quando il sole fosse stato un poco più caldo e i primi ciuffi d’erba avessero fatto capolino tra i cumuli di neve. Così, aspettarono fino al 28 di gennaio, poi uscirono.
Le merle cominciarono a festeggiare, sbeffeggiando l’inverno: anche quell’anno ce l’avevano fatta; il gelo, ai merli, non faceva più paura! Tutta questa allegria, tuttavia, fece letteralmente infuriare
l’Inverno, che decise di dare una lezione a quegli uccelli troppo canterini: sulla terra calò un vento gelido, che la ghiacciò, insieme ai germogli. Perfino i nidi dei merli furono spazzati via dal vento e dalla tormenta.
I merli, per sopravvivere al freddo, furono costretti a rintanarsi nei camini delle case. Lì, il calduccio li riscaldò e permise loro di resistere a quelle gelide giornate. Solo a febbraio la tormenta si placò e i merli poterono riprendere il volo.
La fuliggine dei camini, tuttavia, aveva annerito per sempre le loro piume bianche: fu così che i merli divennero neri, come li possiamo vedere oggi.Ma quest’anno, la tradizione verrà rispettata? Ebbene, gli ultimi aggiornamenti hanno portato con sé delle novità. A conferma di una stagione invernale che è stata piuttosto altalenante,con periodi freddi intervallati da lunghe pause anticicloniche e tutt’altro che gelide, il vero inverno potrebbe tornare prepotentemente alla ribalta proprio sul tramonto del mese di gennaio.
Un evento in particolare sta attirando la nostra attenzione e potrebbe mandare tilt tutta l’atmosfera.
Esso sta avvenendo ben lontano da noi, nella zona appena sopra al Polo Nord e in termine tecnico prende il nome di Stratwarming. Le conseguenze potrebbero riguardare tuttavia non solo l’Europa centro-settentrionale, ma anche il bacino del Mediterraneo e dunque l’Italia: verso la fine del mese, secondo i dati attualmente a nostra disposizione, non è da escludere l’ipotesi di gelo e neve fino in pianura.
www.ilmeteo.it/notizie/meteo-giorni-della-merla

✨🌠✨6 libri di fantascienza per iniziare l’anno nuovo. Una selezione di libri, tra classici e novità, per iniziare l’anno all’insegna di buone letture di fantascienza.

La città fra le nuvole, di Anthony Doerr (Rizzoli)

Klara e il sole, di Kazuo Ishiguro (Eunaudi)

Il ciclo della Cultura. Prima trilogia, di Iain M. Banks (Mondadori)

>>>

Multiversum. La saga completa, di Leonardo Patrignani (De Agostini)

Radicalized, quattro storie del futuro, di Cory Doctorow (Mondadori)

fumettologica.it/2023/01/libri-fantascienza-anno-nuovo/

🌠⛩🌠«Amo da sempre il verbo 見守る mimamoru.Il dizionario lo traduce come “guardare con attenzione”, ma è molto di più.Basta scomporlo, perchè in esso miru 見る è “guardare/ vedere” e mamoru 守 è “proteggere”.✨🌠✨

www.lauraimaimessina.com

📷 Scatto del bellissimo profilo di @shigatsu0926
Mi riassume insieme la resa e l’amore, perché capitano innumerevoli occasioni nella vita in cui non si può far altro che guardare una schiena che sparisce all’orizzonte. Lo trovo usato sia in circostanze piccine, in cui si augura magari una partenza sicura vero la stazione, un pezzo di strada fino all’ingresso di scuola, sia in congiunture di enorme portata, il viaggio in barella dalla stanza d’ospedale alla sala operatoria, momenti più in generale in cui è necessario prendere in mano la vita e rischiare di farsi anche molto male.
Quando non si può fare nulla, è allora come un vegliare. Guardare (miru 見る) del resto è in giapponese un occhio con le zampe, proteggere (mamoru 守る) ha un tetto sulle spalle.
Lo ripeto: amo profondamente questo verbo attaccato a un discorsare comune, che elargisce quello stesso affetto, quella stessa attenzione per il prossimo che avverto costante nella vita quotidiana giapponese.
Le donne alla cassa del mercato in cui vado a fare la spesa che mi regalano fiori, quella signora che sfila dalla tasca una caramella quando mi vede stanca, al caffè la commessa che mi domanda del libro che sto scrivendo. O, in terza persona, le madri che salutano dalla soglia i figli armati di cartella, altre che ne scortano i passi fino allo scuolabus.
Mimamoru evoca in me il fazzoletto sventolato dai treni e dalle banchine alla stazione nel secolo precedente, quello sguardo che cala dalla montagna per chi si appresta alla discesa o alla scalata, l’augurio sentito d’un ‘oltre’, di un ‘dopo’ che scavalca la nostra giurisdizione.
🎐 Versione integrale sul blog, cercando da Google parole chiave: mimamoru Laura Imai Messina Giappone Mon Amour

Saggezza dei nativi americani – Wisdom of the Native Americans

Saggezza dei nativi americani Un uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose …

Saggezza dei nativi americani – Wisdom of the Native Americans

Questo noi sappiamo:

la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.
capo Seattle

poetyca.wordpress.com/2023/01/25/saggezza-dei-nativi-americani/

✨🌠✨PADRE NOSTRO🌠⛩🌠

Padre nostro

 che sei nei cieli
Santo è il tuo nome
il tuo regno viene
la tua volontà si compie
nella terra come nel cielo.

Tu doni a noi il pane di oggi
e di domani.

Tu perdoni i nostri debiti
nell’istante in cui
li perdoniamo ai nostri debitori.

Tu non c’induci in tentazione
ma nella tentazione
tu ci liberi dal male.

Giovanni Vannucci

padre-nostro-di-giovanni-vannucci/

“Padre mio, io mi abbandono a Te,

fa di me ciò che ti piace.

Qualsiasi cosa tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto,

purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature:

non desidero altro, mio Dio

Rimetto l’anima nelle tue mani,

te la dono, mio Dio,

con tutto l’amore del mio cuore,

perché ti amo.

E’ per me un’esigenza di amore,

il donarmi a Te,

l’affidarmi alle tue mani, senza misura, con infinita fiducia:

perché Tu sei il mio Padre!”

Amen.

Charles De Foucauld

materunitatis.cottolengo.org/pdf

🌠🙏🏻Giorno della memoria 2023: significato e riflessioni sul 27 gennaio✨🌠

27 gennaio
Giorno della Memoria
Il bene non porta meno fortemente
al bene di quanto il male non conduca al male.
Anche se non compio nessuna cattiva azione,
se ho volontà di fare il male,
ne porto il peccato come se avessi compiuto quell’azione.
Ma se ho volontà di fare il bene,
ne porto il merito in egual misura.
E nel fare il bene, non importa se
lo applico a piccole o grandi cose,
giacché non vi è differenza tra una
goccia e il mare…
MEISTER ECKART
I cancelli del campo di concentramento di Auschwitz dopo la sua liberazione nel 1945 — Fonte: Getty-Images

Il 27 gennaio 2022 ricorre la Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime dell’Olocausto | News Unesco. Dal 2005, quando venne proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ogni anno il 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto.

🌠Giornata della Memoria🌠

>>> Contenuti e materiali per impostare le tue lezioni

Giorno della memoria: che cos’è e cos’è successo il 27 gennaio 1945. Storia della giornata della memoria 2023, frasi ed eventi per ricordare le vittime della Shoah. www.studenti.it/il-giorno-della-memoria

Immagine dello scudo di David: simbolo della civiltà e della religiosità ebraica — Fonte: Istock
Oggi il mio silenzio è un grido di dolore.
Continuiamo a ricordare perché:
“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.”
“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.”
Primo Levi

🍂🍁✨Ricordandoti💗 🌈Fly ✨🍂🍁sei sempre con noi🌅

🌠Oggi come ieri come sempre sei nei miei pensieri e nel nostro cuore🙏🏻💌

✨✨ Buon passaggio ✨✨🌈 ✨✨ ❤️‍🩹A246💔 Solo ieri correvi dietro al postino … ✨🌈9/11/22

🙏🏻Grazie per questi 12 anni ✨vissuti guancia a guancia e fianco a fianco ✨…

🍂🍁✨Ciao Fly ✨🍂🍁
Ora c’è mia che ci aiuta
🌈Fly ✨🍂🍁sei sempre con noi🌅

🌠✨🌠L’altro giorno, una ragazza giovane mi ha chiesto:”cosa provi nell’essere vecchia”?🌅

✨⛩✨
Mi ha sorpreso molto la domanda, dato che non mi sono mai ritenuta vecchia.
Quando la ragazza ha visto la mia reazione, immediatamente si è dispiaciuta, ma le ho spiegato che era una domanda interessante.
E poi ho riflettuto, ho pensato che invecchiare è un regalo.
A volte mi sorprende la persona che vedo nel mio specchio.
Ma non mi preoccupo di lei da molto tempo. Io non cambierei nulla di quello che ho per qualche ruga in meno ed un ventre piatto.
Non mi rimprovero più perché non mi piace riassettare il letto, o perché non mangio alcune “cose”. Mi sento finalmente nel mio diritto di essere disordinata, stravagante e trascorrere le mie ore contemplando i fiori.
Ho visto alcuni cari amici andarsene da questo mondo, prima di aver goduto della libertà che viene con l’invecchiare.
A chi interessa se scelgo di leggere o giocare sul computer fino alle 4 del mattino e poi dormire fino a chi sa che ora?
A chi interessa se ballo da sola ascoltando la musica anni 50?
E se dopo voglio piangere per un amore perduto?
E se cammino sulla spiaggia in costume da bagno, portando a spasso il mio corpo paffuto e mi tuffo fra le onde lasciandomi da esse cullare, nonostante gli sguardi di quelle che indossano ancora il bikini, saranno vecchie anche loro se avranno fortuna.
È vero che attraverso gli anni il mio cuore ha sofferto per la perdita di una persona cara, ma è la sofferenza che ci dà forza e ci fa crescere.
Un cuore che non si è rotto, è sterile e non saprà mai della felicità di essere imperfetto.
Sono orgogliosa di aver vissuto abbastanza per far ingrigire i miei capelli e per conservare il sorriso della mia giovinezza, di quando ancora non c’erano solchi profondi sul mio viso.
Orbene, per rispondere alla domanda con sincerità, posso dire: mi piace essere vecchia, perché la vecchiaia mi rende più saggia, più libera!
So che non vivrò per sempre, ma mentre sono qui, voglio vivere secondo le mie leggi, quelle del mio cuore. Non voglio lamentarmi per ciò che non è stato, né preoccuparmi di quello che sarà. Nel tempo che rimane, semplicemente amerò la vita come ho fatto fino ad oggi, il resto lo lascio a Dio.
DonnedOnNeDONNE

🌠✨Disattenzione ✨🌠(Wislawa Szymborska)


Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,
senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.
Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.
Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.
Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).
Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.
Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.
Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.
La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.
E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.
Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.
Disattenzione
(Wislawa Szymborska)
La Pace viene da dentro.
Non cercarla fuori.

🌠❄️🌠Il freddo – di Erri De Luca❄️🌠❄️

❄️☃️❄️
Si usa dire: ”Ho preso freddo”. Pure se il verbo è all’attivo, l’effetto è passivo, fa sentire freddo.
Dico per me: ”Ho preso il freddo”, nel senso di averlo preso volontariamente, perché è inverno e il corpo reagisce coprendosi, non aumentando i gradi di riscaldamento della casa.
Mi sono abituato, scaldo un solo ambiente, la cucina, dove passo il giorno.
Niente zanzare, mosche, visite di formiche, il freddo è pausa, riposo e custodia della terra.
Si usa d’inverno rientrando in casa togliersi il soprabito, il cappotto, il berretto di lana. L’appartamento è tiepido. Il mio no, perciò resto vestito come per l’esterno.
Intanto il giorno prolunga la parabola del sole, tramonta un po’ più in là e già questo pensiero mi scalda un sorriso.
Nella casa lontana nel tempo di Montedidio a Napoli non c’era riscaldamento, come in quasi tutti gli alloggi di allora. Un paio di stufette elettriche addomesticavano la temperatura. Non si dovevano accostare le mani intirizzite altrimenti venivano i geloni.
Nelle case più povere un braciere a carbonella mandava più fumo che tepore, oltre al micidiale monossido, che uccideva nel sonno.
L’inverno non era una stagione, ma un attraversamento. I vecchi che doppiavano il Capo Horn di febbraio si erano guadagnati un altro anno.
Sono rimasto in buoni rapporti con il freddo, non lo butto fuori di casa. Coperto a dovere, lo prendo, lo respiro. Quello che non prendo è il raffreddore.
Erri De Luca, 23 gennaio 2023

✨🌠✨ALMENO A UNA RONDINEEsce il primo libro di poesie di Giancarlo Bruni❄️🌠❄️

Almeno a una rondine
Non lasciare
questa terra
senza avere raccontato
almeno
a una rondine
ciò che hai sognato
di essere,
icona
del più bello
tra i figli dell’uomo
in mite
umile
rigorosa
dolcezza.
Sogno
mille volte
tradito
mille volte
risuscitato.

Ha scelto la poesia come strumento dove raccontare la sua vita interiore e dove depositare i frutti “frammenti di luce” raccolti in ogni incontro.
Padre Giancarlo Bruni, meraviglioso monaco e nostra grande amico, ci ha affidato il suo percorso di vita, descritto in poesie di grandissima intensità.
Almeno a una rondine, il nostro primo libro del 2023, contiene quindi il mondo poetico di un monaco tanto conosciuto e amato.
Padre Giancarlo ha diviso la sua vita religiosa tra il monastero di Bose e l’eremo delle Stinche, ma è stato compagno di viaggio speciale anche per tutti i suoi studenti universitari e per le tantissime comunità, associazioni, gruppi che ha incontrato.
A 84 anni, in una fase di vita nel segno della saggezza, ma anche di una grande freschezza interiore, padre Giancarlo ha deciso di condividere anche il suo percorso poetico e di racchiuderlo in un libro: un modo speciale, intimo, di raccontare il cammino di un monaco.