Convegno AMORE : il racconto …

immagini e video Fraternità di Romena

Collaboratori_Amore-luglio-2017

Il dono dell’Amore: il racconto del convegno a Romena

Una bella foto corale dei collaboratori-volontari di Romena che per tre giorni (e anche prima) si sono messi a disposizione per lavorare duramente alla preparazione di questo convegno. Grazie anche a loro la fraternità è riuscita ancora una volta ad offrire un’accoglienza speciale e un’atmosfera unica agli ospiti e a tutti quelli che vi hanno partecipato.Indimenticabile il concerto di Simone Cristicchi all’aperto sotto la Pieve.

 Cristicchi-concerto_Amore-luglio-2017

  Convegno Amore – Luglio 2017:

i NOSTRI AMICI COLLABORATORI

Convegno AMORE
 
Altri VIDEO

    Sigla  CRISTICCHI
 
 
 Convegno  🌈 ❤️ AMORE

 🌻Convegno 🌈Amore >>>  Famiglia Marangoni 

🌻Convegno 🌈Amore ❤️ Samuela Brunamonti🙃
 

 


Conclusioni in musica con Simone Cristicchi-Convegno Amore

– Video nel canale Youtube di Romena

– Audio nella pagina Podcast

Dentro la tasca di un qualunque mattino…

giro blogando nel Web...

Immagini da FB www.romena.it


Mi piace il verbo sentire.

Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore …

Sentire l’odore di chi ami sentirne la voce e sentirlo col cuore… A. Merini

Come le onde del mare – Gianmaria Testa
Ma certe nostre sere hanno un colore che non sapresti dire, sospese fra l’azzurro e l’amaranto e vibrano di un ritmo lento, lento…e noi che le stiamo ad aspettare, noi le sappiamo prigioniere come le onde del mare, come le stelle del mare…
si muovono e c’incantano le ore di certe nostre sere e sanno di partenza e di tramonto
e di sorvolare lento, lento…
ma noi che le sappiamo prigioniere, non le possiamo liberare come le onde dal mare, come le stelle dal mare

 

Dentro la tasca di un qualunque mattino …   <<< Musiculura 2005

Gianmaria Testa – Dentro la tasca di un qualunque mattino (Live …

Gianmaria Testa…

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La vita è una lunga lezione d’umiltà.

Cosa significa essere buono 

La vita è una lunga lezione d’umiltà. J._M._Barrie

1. Essere buono è dimenticare se stessi per pensare agli altri.

2. Essere buono è perdonare sempre, pensando che la debolezza umana è più grande della cattiveria.

3. Essere buono è avere pietà della debolezza altrui, pensando che noi non siamo diversi dagli altri e che, nelle loro condizioni, forse saremmo stati peggiori.

4. Essere buono è chiudere gli occhi davanti all’ingratitudine.

5. Essere buono è dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non comprende o non apprezza la nostra generosità.

6. Essere buono è sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno, quello delle pene altrui.

7. Essere buono è tenere ben stretto il proprio cuore, per riuscire a soffocare le sofferenze e a sorridere costantemente.

8. Essere buono vuol dire accettare il fatto poco simpatico che più doneremo, più ci sarà domandato.

9. Essere buono è acconsentire a non avere più nulla riservato a noi stessi, tranne la gioia della coscienza pura.

10. Essere buono è riconoscere con semplicità che davvero buono è solo Dio.

 angelofreda.com

Davanti alla pieve, a cantare l’amore, con Simone Cristicchi

Prendi il largo

Un prato. Il cielo stellato. E la pieve di Romena davanti, a illuminare la notte.
Sarà in questo abbraccio di bellezza che Simone Cristicchi, sabato sera, canterà l’amore.
Un concerto unico, quello di sabato 15 luglio (inizio ore 22, ingresso libero), in cui Simone presenterà le canzoni d’amore più belle dei cantautori italiani chiedendo a tutti i presenti di aggiungere la loro voce alla sua. Perché l’amore esiste nel momento in cui crea incontro, relazione, nel momento in cui voci diverse si incontrano e producono armonia.

“Ti regalerò una rosa”. Si intitola così la serata, la prima assoluta di un concerto davanti all’abside della pieve di Romena. Un’idea nata sulla scia dell’amicizia di Cristicchi con i viandanti della Fraternità. L’artista romano, che un anno fa a Romena aveva presentato in anteprima il suo spettacolo “Il secondo figlio di Dio”, questa volta ha scelto di riproporsi con la musica. “Il…

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Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino poi la strada la trovi da te porta all’isola che non c’è….

Il ponte dell’amicizia

 il ponte dell'amicizia

Il ponte 

Questa è la storia di due fratelli che vissero insieme d’amore e d’accordo per molti anni.
Vivevano in cascine separate, ma un giorno scoppiò una lite e questo fu il primo problema serio che sorse dopo 40 anni in cui avevano coltivato insieme la terra condividendo le macchine e gli attrezzi, scambiandosi i raccolti e i beni continuamente.
Cominciò con un piccolo malinteso e crebbe fino a che scoppiò un diverbio con uno scambio di parole amare a cui seguirono settimane di silenzio.
Una mattina qualcuno bussò alla porta di Luigi. 
Quando aprì si trovò davanti un uomo con gli utensili del falegname: “Sto cercando un lavoro per qualche giorno”, disse il forestiero, forse qui ci può essere bisogno di qualche piccola riparazione nella fattoria e io potrei esserle utile per questo”.
“Sì”, disse il maggiore dei due fratelli, ho un lavoro per lei.
Guardi là, dall’altra parte del fiume, in quella fattoria vive il mio vicino, beh! 
È il mio fratello minore.
La settimana scorsa c’era una splendida prateria tra noi, ma lui ha deviato il letto del fiume perchè ci separasse. 
Egli deve aver fatto questo per farmi andare su tutte le furie, ma io gliene farò una.
Vede quella catasta di pezzi di legno vicino al granaio? 
Ebbene voglio che costruisca uno steccato di due metri circa di altezza, non voglio vederlo mai più.”
Il falegname rispose: ”Mi sembra di capire la situazione”.
Il fratello maggiore aiutò il falegname a riunire tutto il materiale necessario e se ne andò fuori per tutta la giornata per fare le spese in paese.
Verso sera, quando il fattore ritornò, il falegname aveva appena finito il suo lavoro.
Il fattore rimase con gli occhi spalancati e con la bocca aperta.
Non c’era nessuno steccato di due metri. 
Invece c’era un ponte che univa le due fattorie  sopra il fiume.  
Era una autentica opera d’arte, molto fine, con corrimano e tutto.
In quel momento, il vicino, suo fratello minore, venne dalla sua fattoria e abbracciando il fratello maggiore gli disse: ”Sei un tipo veramente in gamba. 
Ma guarda! Hai costruito questo ponte meraviglioso dopo quello che io ti ho fatto e detto”.
E cosí stavano facendo la pace i due fratelli, quando videro che il falegname prendeva i suoi arnesi.
“No, no, aspetta”. 
“Rimani per alcuni giorni ancora, ho parecchi lavori per te”, disse il fratello maggiore al falegname.
“Mi fermerei volentieri”, rispose lui, ”ma ho parecchi ponti da costruire”. 
 Chi osa insegnare non deve mai smettere di imparare.
 
 
Edoardo Bennato – L’isola che non c’è
 
 
Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è….
immagine leggoerifletto

Edoardo Bennato – Sono solo canzonette (1980) – 5 – L’isola che non c’è

L’Isola Che Non C’è
Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’èE a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!….

Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è!…

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te…

Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è!

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

… E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso Perché quando saranno passati amori e battaglie Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota Il poco, il meno il non abbastanza


L’umiltà, una delle parole più incomprese.

Umiltà deriva da ‘humus’, che significa terra feconda, terra fertile, terra lavorata da mille microrganismi che si dedicano totalmente, anche sacrificandosi, affinché la terra diventi fertile.

L’umiltà, allora, è la fertilità della terra, e quanto più la terra è fertile, tanto più possiede l’umiltà.

Essere umili significa dunque essere fertili, essere una terra che produce frutti e solo allora ci si china, per ringraziare.

Che belle queste parole sussurrate di Stefano Benni:

“Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza

L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso

Perché quando saranno passati amori e battaglie

Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara

Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota

Il poco, il meno, il non abbastanza.”

fra Giorgio Bonati

E’ sempre una questione di sguardi, di attenzione, d’amore.