🌠🎎⛩🎏✨«Tōkyō tutto l’anno»✨🎋🌠

www.lauraimaimessina.com
Tokyo tutto l’anno.
Viaggio sentimentale nella grande metropoli. «La forma di una città cambia più veloce di un cuore» diceva Baudelaire. E forse, tra tutte le città, Tokyo è quella che cambia più velocemente se è vero, come scrive Laura Imai Messina, che l’antica Edo «è in uno stato di infanzia perenne». Laura si trasferì a Tokyo per studiare: pensava sarebbero passati pochi mesi – quanto bastava per perfezionare il suo giapponese – non che sarebbe rimasta più di quindici anni, e che si sarebbe innamorata perdutamente di una delle città piú affascinanti, labirintiche e seducenti del mondo (oltre che di un ragazzo che sarebbe diventato suo marito). Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, “segni”: è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili più effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. E una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un’importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti.
Illustrato da Igort
È una ossessione di lunga data. L’idea che una memoria schiacci su un’altra, prendendone il posto e l’aura.
Ne parlavo ieri nel perimetro di una macchina, che probabilmente dipendono da questa paura i due metri di albero di Natale, perché la proporzione cambiata mi ha rattristata da adulta: guardarlo e trovarlo minuscolo rispetto a una volta. Come a dire, l’infanzia in buona parte nella memoria è falsa. Eppure, con questo mastodontico albero in casa, la speranza è che i bambini lo trovino grande anche quando lo raggiungeranno in altezza.
Questa sensazione però è soprattutto con la città che mi prende. Di esperienza in esperienza cambia. Con Tōkyō, più di ogni altra. Poi però ho capito che no, con lei non potrà mai accadere.
«A ritornare nei luoghi piú amati si teme solitamente l’aggiustamento approssimativo della memoria, la prepotenza che il nuovo paesaggio e il nuovo sentire esercitano su quello che era, su come esso appariva: l’albero di Natale che sembrava immenso da bambini, un giardino che si credeva foresta nella casa dei nonni in campagna, certi film entrati nella mitologia dell’infanzia, cose che spaventavano a morte o rendevano autenticamente felici. Tornare nei luoghi di questa città, tuttavia, non elimina i ricordi ma ne crea di nuovi; si irrobustisce anzi la memoria perché Tōkyō cambia costantemente, non ti permette quasi mai di fare ritorno, di replicare il passo in posti dove sei già stato una volta: da un anno a un altro scompaiono caffè e ristoranti, edifici interi vengono demoliti e ricostruiti diversi, campi coltivati lasciano il posto a casette a due piani, e le rotaie continuano ad alzarsi un metro dopo l’altro, sempre piú su, in nuovi tratti sopraelevati.»
📚 da «Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale nella grande metropoli» @einaudieditore che trovate in questi giorni in edicola con il @corriere
📸 Bellissimo scatto di Tokyo in un vicolo di Shinjuku @ruru_sight
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