✨📚 Da «L’isola dei battiti del cuore» @edizionipiemme✨📚

Lo dice Sayaka a Shūichi, che sua madre aveva ragione, che serve immaginarla la felicità per renderla reale. Se non altro per avvicinarla e crederla possibile. A volte non allunghiamo la mano e non afferriamo le cose, perchè non le riusciamo a immaginare lì con noi, strette nel palmo.
E io ho capito che serve dare fiducia alle cose migliori, crederle vere anche quando nulla suggerisce lo siano o lo saranno a breve.
In fondo tutto diventa migliore se ci convinciamo che lo sia – o che esso abbia il potenziale per accadere. Ci ho pensato a lungo, e credo che lo stesso succeda con un bambino che, lodato, cresce. L’ottimismo su di sé è una abilità da sviluppare piano, con pazienza, ma con una esitazione misurata, che non scavi troppo, perchè le fondamenta serve lasciarle stare. Bisogna credere in ciò che vogliamo cresca, così come serve annaffiare le piante che vogliamo si allunghino allegre a partire dalla terra.
📚 Da «L’isola dei battiti del cuore» @edizionipiemme e da un pomeriggio bellissimo d’autunno in cui ho festeggiato il mio figlio più piccolo per la festa di shichi-go-san e indossato un kimono.

LeggiAmo:

Prendete la vita con leggerezza“.

Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
E dunque?

E dunque già Giuseppe Regalzi, qualche mese fa, era andato a fondo della vicenda e aveva filologicamente ricostruito l’iter della citazione risalendo all’autore, anzi all’autrice (qui i dettagli della sua puntuale ricostruzione).

L’autrice della frase è Mattea Rolfo, scrittrice e blogger di Cuneo, che vive e insegna a Torino. La Rolfo è autrice di vari romanzi, tra cui Emilio ePalindromi. L’ho raggiunta via Facebook e le ho domandato lumi sulla vicenda. Di seguito la breve intervista:

D. Insomma Mattea, questa benedetta frase è dunque effettivamente sua e non di Italo Calvino?

R. Ebbene sì, anche se fino a ottobre del 2021 non sono stata al corrente di quanto fosse diventata virale. 

D. Ci racconta come è nata?

R. La frase è nata nel settembre del 2007, in occasione di un post sul mio blog, Spigoblog, intitolato “L’insostenibile leggerezza di Calvino”. Volevo esprimere il concetto citando l’autore, quindi sono andata a recuperare il libro “Lezioni americane”, nel primo capitolo, “Leggerezza”. Non mi ero mai accorta che non esistesse una sua frase abbastanza esplicativa, concisa ed accattivante sul tema, quindi me la sono inventata. Infatti non ho virgolettato la mia libera interpretazione; ma ci hanno pensato, a quanto pare, moltissimi.

D. Come si è accorta che era passata l’idea che la frase fosse di Calvino, anziché sua?

R. Nell’ottobre del 2021, quindi pochi mesi fa, il filologo Giuseppe Regalzi, a me fino a quel momento sconosciuto, mi ha contattata dicendomi di aver scritto un articolo su un argomento che mi avrebbe fatta sorridere. Quando ho realizzato cosa fosse successo alla mia frase, ho in effetti trovato l’accaduto molto divertente.

D. Che effetto le fa essere scambiata per Calvino?

R. Da un lato mi diverte, dall’altro mi fa riflettere sul potere fuorviante dei mass-media e sulla facilità con cui si crede a tutto ciò che vi si trova senza verificare minimamente le fonti e moltiplicando esponenzialmente il falso fino a farlo diventare verità agli occhi dei più. Come minimo, mi aspetto che la Ferilli e tutti gli altri facciano un errata corrige. Come massimo, devo ancora pensarci.

D. Visto che ci siamo, ne approfitto per chiederle: lei è autrice di vari libri. In uno in particolare, il romanzo Palindromi, riecheggia un gusto combinatorio e qualche gioco ad incastro tipico del Maestro Italo: è così?

R. Probabilmente in quello che scrivo le contaminazioni derivano dalle mie letture, e sicuramente Calvino è l’autore che ho letto di più e con più piacere. Sia in Spigoblog sia nel romanzo “Palindromi” mi diverto spesso a creare simmetrie, combinazioni tra materie scientifiche e scrittura, messaggi nascosti, giochi con il lettore e con le parole, livelli di lettura diversi. Durante il primo lockdown ho scritto la bozza di un romanzo, ancora da perfezionare, con sedici punti di vista diversi su un solo evento, inventando acronimi nascosti e mischiando i punti di vista come le carte di un mazzo dopo averli scritti in parallelo. Sicuramente non posso non essere stata influenzata da vari spunti di Calvino, tipo “Una notte d’inverno un viaggiatore”, “Il castello dei destini incrociati” e in generale tutta la sua produzione, ma non solo. In Palindromi, però, gli ho anche voluto fare un omaggio palese dedicandogli il finale, ma non lo legga per primo, ché se è dov’è c’è un perché. 

Ecco qua. Niente Lezioni Americane, niente Italo Calvino. Piuttosto, l’appassionata parafrasi di una scrittrice che omaggia il proprio idolo letterario.

Come rammentato dalla stessa Rolfo e da me premesso, io credo che vicende come questa possano essere utili per rilanciare spazi di riflessione su questioni come la pervasività dei media, la loro approssimazione e spregiudicatezza nell’utilizzo delle fonti, nonché sull’attitudine generale di noi utenti a considerare affidabile quanto circola sul web per il fatto stesso che esista in rete, come se il web fosse diventato, di per sé, garanzia di ‘verità’ a prescindere (un sottotema enorme, in tal senso, è insegnare già dalle scuole ai nostri ragazzi nativi digitali come orientarsi tra le varie fonti del web).

Quest’ultimo è un tema già oggetto di discussione da tempo e che sta diventando ogni giorno più significativo. Anche le fake news, per dirne una, sono in fondo un filone derivativo di un problema ben più ampio che affonda le sue radici proprio nella questione del nostro rapporto con i media, col web, con l’informazione e più in generale con la cultura.

Un tema non da poco, se non vogliamo rischiare di continuare a saltare da un guru all’altro – sia questo persona o sito web – finendo col perdere completamente l’attitudine all’approfondimento e, soprattutto, al pensiero critico.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...