✨🎋✨L’autonomia è libertà e poter contare su se stessi è la risorsa più grande: significa fare della propria presenza una mano da stringere quando si ha paura, un’esortazione quando manca l’ultima spinta. […]


📷 Foto del bravissimo @shigatsu0926
I bambini giapponesi che, dalla 1° elementare, vanno e tornano soli da scuola.
«La prima volta che li ho visti a Tōkyō sono rimasta sbigottita. […]
Ho continuato ad avvertire quel disequilibrio tra l’altezza dei bambini e degli adulti, finché non ho capito quanto sorvegliata in realtà è la presenza degli scolari giapponesi.
L’ho approfondito quando mio figlio ha compiuto 6 anni e ho potuto osservare dall’interno il sistema di ronda di madri, padri, anziani e volontari di zona che, con bandierine, facilitano l’attraversamento stradale, quando mi è stata mostrata la mappatura delle abitazioni che realizza la scuola per far sì che i bambini che risiedono in prossimità possano percorrere insieme la strada. Più in generale – e qui sta forse il cuore della sicurezza – tutti fanno attenzione, guidano con maggiore cautela, riprendono i piccoli quando, distratti, assumono atteggiamenti pericolosi. La comunità li sorveglia, il che mi ribadisce una lezione appresa in un tempo assai precedente alla maternità, ovvero che per salvare i propri figli, serve salvare anche quelli degli altri. Ciò che in questo caso si dona ai bambini è la preziosissima esperienza dell’autonomia, qualcosa che si sviluppa ulteriormente nell’orario di scuola. […]
L’autonomia è libertà e poter contare su se stessi è la risorsa più grande: significa fare della propria presenza una mano da stringere quando si ha paura, un’esortazione quando manca l’ultima spinta. […] Osservando in questi anni il modello giapponese (che non è perfetto perché la perfezione non esiste, ma che presenta spunti da cui si può trarre ispirazione), ho compreso come aiutare i bambini non significhi sostituirsi a loro. Spesso si tratta di una comodità per gli adulti, che si risparmiano tempo e preoccupazioni. Una volta però edificata una società in cui la maggior parte delle persone si sente coinvolta in ciò che esiste, si intuisce come per i piccoli delegare sia un agio apparente, perché li rende schiavi dell’intervento altrui, soggetti ai tempi di un adulto che raramente coincidono con quelli di un bambino.»
Stralci dal mio contributo per la rivista trimestrale #sottoilvulcano edita da Giangiacomo Feltrinelli Editore che trovate in libreria e che parla del sistema educativo giapponese.
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