San Patrizio : DA SCHIAVO AD APOSTOLO DELL’IRLANDA


Immagine :/it.aleteia.org

UNA POTENTE PREGHIERA DI PROTEZIONE CONTRO I NEMICI DEL MONDO FISICO E SPIRITUALE

Mi alzo, in questo giorno che sorge,

Per una grande forza, per l’invocazione della Trinità,

Per la fede nella Trinità,

Per l’affermazione dell’unità

Del Creatore del Creato.

Mi alzo in questo giorno che sorge

Per la forza della nascita di Cristo nel Suo Battesimo,

Per la forza della crocifissione e della sepoltura,

Per la forza della resurrezione e dell’ascensione,

Per la forza della discesa al Giudizio Finale.

Mi alzo, in questo giorno che sorge,

Per la forza dell’amore dei Cherubini,

In obbedienza agli Angeli,

Al servizio degli Arcangeli,

Per la speranza della resurrezione e della ricompensa,

Per la preghiera dei Patriarchi,

Per le previsioni dei Profeti,

Per la predicazione degli Apostoli,

Per la fede dei Confessori,

Per l’innocenza delle Vergini sante,

Per le azioni dei Beati.

Mi alzo in questo giorno che sorge,

Per la forza del cielo:

Luce del sole,

Chiarore della luna,

Splendore del fuoco,

Velocità del lampo,

Impetuosità del vento,

Profondità dei mari,

Solidità della terra,

Solidità della roccia.

Mi alzo in questo giorno che sorge,

Per la forza di Dio che mi spinge,

Per la forza di Dio che mi protegge,

Per la saggezza di Dio che mi guida,

Per lo sguardo di Dio che vigila sul mio cammino,

Per l’orecchio di Dio che mi ascolta,

Per la parola di Dio che mi parla,

Per la mano di Dio che mi custodisce,

Per il cammino di Dio davanti a me,

per lo scudo di Dio che mi protegge,

Per l’ostia di Dio che mi salva,

Dalle trappole del demonio,

Dalle tentazioni del vizio,

Da tutti coloro che vogliono il mio male,

Lontano e vicino a me,

Agendo da soli o in gruppo.

Invoco oggi queste forze a proteggermi dal male,

Contro qualsiasi forza crudele che minacci il mio corpo e la mia anima,

Contro l’incanto dei falsi profeti,

Contro le legge oscure del paganesimo,

Contro le false leggi degli eretici,

Contro l’arte dell’idolatria,

Contro gli incantesimi di streghe e maghi,

Contro saperi che corrompono il corpo e l’anima.

Cristo mi custodisca oggi,

Contro il veleno, contro il fuoco,

Contro l’affogamento, contro le ferite,

perché io possa ricevere e godere la ricompensa.

Cristo con me, Cristo davanti a me, Cristo dietro di me,

Cristo in me, Cristo sotto di me, Cristo sopra di me,

Cristo alla mia destra, Cristo alla mia sinistra,

Cristo quando mi stendo,

Cristo quando mi siedo,

Cristo quando mi alzo,

Cristo nel cuore di tutti coloro che pensano a me,

Cristo sulla bocca di tutti coloro che parlano di me,

Cristo in tutti gli occhi che mi guardano,

Cristo in tutti gli orecchi che mi ascoltano.

Mi alzo, in questo giorno che sorge,

Per una grande forza, per l’invocazione della Trinità,

Per la fede nella Trinità,

Per l’affermazione dell’unità

Del Creatore del Creato.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

fonte:

http://it.aleteia.org/2017/01/18/preghiera-san-patrizio-protezione-contro-incantesimi-malefici/

SAN PATRIZIO, DA SCHIAVO

AD APOSTOLO DELL’IRLANDA

                                                                                       www.famigliacristiana.it

San Patrizio è il patrono e l’apostolo dell’Isola Verde, l’Irlanda. Ecco perché il verde è il colore della sua festa e la sua figura è legata all’emblema nazionale irlandese, il trifoglio (shamrock). Grazie ad un trifoglio, si racconta infatti, San Patrizio avrebbe spiegato agli irlandesi il concetto cristiano della Trinità, prendendo come esempio le tre foglie collegate ad un unico stelo. Celebre anche la leggenda del pozzo di San Patrizio, il pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio.

CHI ERA SAN PATRIZIO?
Patrizio, nato con il nome di Maewyin Succat, scelse successivamente il nome latino di Patrizio fu un vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa. Assieme ai santi Columba e a Brigida è il patrono dell’Irlanda. Era figlio di Calphurnius e Conchessa, appartenenti ad una famiglia nobile romana. Viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo, America e Australia incluse, il 17 marzo, data della sua morte. La sua opera diede tanto frutto; infatti in Irlanda la predicazione del Vangelo non ha avuto nessun martire, sebbene i nativi fossero forti guerrieri e i suoi abitanti sono da sempre fierissimi cristiani. «Arrivato in Irlanda, ogni giorno portavo al pascolo il bestiame», racconta il Santo in un memoriale, «e pregavo spesso nella giornata; fu allora che l’amore e il timore di Dio invasero sempre più il mio cuore, la mia fede crebbe e il mio spirito era portato a far circa cento preghiere al giorno e quasi altrettanto durante la notte, perché allora il mio spirito era pieno di ardore».

San Patrizio (cattedrale di Carlow, disegno di Franz Mayer)
IL RAPIMENTO DA PARTE DEI PIRATI IRLANDESI

Patrizio nasce verso il 385 nella Britannia romana da una famiglia cristiana. Il padre Calpurnio era diacono della comunità di Bannhaven Taberniae, loro città d’origine e possedeva anche un podere nei dintorni. Il giovane Patrizio trascorse la sua fanciullezza e l’adolescenza in serenità, ricevendo un’educazione abbastanza elevata. Verso i 16 anni viene rapito e condotto schiavo in Irlanda, dove rimane prigioniero per 6 anni durante i quali approfondisce la sua vita di fede secondo il brano della Confessione che abbiamo letto all’inizio. Fuggito dalla schiavitù, ritorna in patria. Trascorre qualche tempo con i genitori, poi si prepara per diventare diacono e prete. In questi anni raggiunge probabilmente il continente e fa delle esperienze monastiche in Francia. Ha ormai 40 anni e sente forse la nostalgia di ritornare nell’isola verde. Qui c’è bisogno di evangelizzatori e qualcuno fa il suo nome come vescovo missionario. Egli si prepara, ma la famiglia è restia a lasciarlo partire, mentre degli oppositori gli rimproverano una scarsa preparazione. Nel 432, tuttavia, egli è di nuovo sull’isola. Accompagnato da una scorta, predica, battezza, conferma, celebra l’Eucarestia, ordina presbiteri, consacra monaci e vergini. Il successo missionario è grande, ma non mancano gli assalti di nemici e predoni, e neppure le malignità dei cristiani. Patrizio scrive allora la Confessione per respingere le accuse e celebrare l’amore di Dio che l’ha protetto e guidato nei suoi viaggi così pericolosi.

EVANGELIZZARE LE TRIBÙ
Dopo sei anni di shiavitù, aveva man mano conosciuto i costumi dei suoi padroni, imparandone la lingua e così si rendeva conto che gli irlandesi non erano così rozzi come era sembrato all’inizio. Avevano un organizzazione tribale che si rivelava qualcosa di nobile e i rapporti tra le famiglie e le tribù erano densi di rispetto reciproco. Certo non erano cristiani e adoravano ancora gli idoli, ma cosa poteva fare lui che era ancora uno schiavo; quindi era sempre più convinto che doveva fuggire e il terzo tentativo questa volta riuscì. Nel 431 in Irlanda fu mandato il vescovo Palladio da papa Celestino I, con l’incarico di organizzare una diocesi per quanti già convertiti al cristianesimo. Patrizio nel frattempo completati gli studi, si ritirò per un periodo nel famoso monastero di Lérins di fronte alla Provenza, per assimilare con tutta la sua volontà la vita monastica, convinto che con questo carisma poteva impiantare la Chiesa tra i popoli celti e scoti, come erano chiamati allora gli irlandesi.

                                Un’immagine della Parata di St. Patrick a Londra

LA NOMINA A VESCOVO E IL METODO DI EVANGELIZZAZIONE

Secondo recenti studi, Patrizio fu consacrato vescovo e nominato successore di Palladio intorno al 460, finora gli antichi testi dicevano nel 432, in tal caso Palladio primo vescovo d’Irlanda avrebbe operato un solo anno, invece è più probabile che sia arrivato nell’isola intorno al 432 e confuso dai cronisti con Patrizio, perché il cognome di Palladio o il suo secondo nome, era appunto Patrizio. Il metodo di evangelizzazione fu adatto ed efficace, gli irlandesi (celti e scoti) erano raggruppati in un gran numero di tribù che formavano piccoli stati sovrani (tuatha), quindi occorreva il favore del re di ogni singolo territorio, per avere il permesso di predicare e la protezione nei viaggi missionari. Per questo scopo Patrizio faceva molti doni ai personaggi della stirpe reale ed anche ai dignitari che l’accompagnavano. Il denaro era in buona parte suo, che attingeva dalla vendita dei poderi paterni che aveva ereditato, non chiedendo niente ai suoi fedeli convertiti per evitare rimproveri d’avarizia. La conversione dei re e dei nobili a cui mirava per primo Patrizio, portava di conseguenza alla conversione dei sudditi. Introdusse in Irlanda il monachesimo che di recente era sorto in Occidente e un gran numero di giovani aderirono con entusiasmo facendo fiorire conventi di monaci e vergini. Certo non tutto fu facile, le persone più anziane erano restie a lasciare il paganesimo e inoltre Patrizio e i suoi discepoli dovettero subire l’avversione dei druidi (casta sacerdotale pagana degli antichi popoli celtici, che praticavano i riti nelle foreste, anche con sacrifici umani), i quali lo perseguitarono tendendogli imboscate e una volta lo fecero prigioniero per 15 giorni. Patrizio nella sua opera apostolica ed organizzativa della Chiesa, stabilì delle diocesi territoriali con vescovi dotati di piena giurisdizione, i territori diocesani in genere corrispondevano a quelli delle singole tribù. Non essendoci città come nell’impero romano, Patrizio seguendo l’esempio di altri santi missionari dell’epoca, istituì nelle sue cattedrali Capitoli organizzati in modo monastico come centri pastorali della zona (Sinodo). Predicò in modo itinerante per alcuni anni, sforzandosi di formare un clero locale, infatti le ordinazioni sacerdotali furono numerose e fra questi non pochi discepoli divennero vescovi.

LE CALUNNIE DA PARTE DEGLI ERETICI PELAGIANI
Secondo gli “Annali d’Ulster” nel 444, Patrizio fondò la sua sede ad Armagh nella contea che oggi porta il suo nome; evangelizzò soprattutto il Nord e il Nord-Ovest dell’Irlanda, nel resto dell’Isola ebbe dal 439 l’aiuto di altri tre vescovi continentali, Secondino, Ausilio e Isernino, la cui venuta non è tanto chiaro se per aiuto a Patrizio o indipendentemente da lui e poi uniti nella collaborazione reciproca. Benché il santo vescovo vivesse per carità di Cristo fra ‘stranieri e barbari’ da anni, in cuor suo si sentì sempre romano con il desiderio di rivedere la sua patria Britannia e quella spirituale la Gallia; ma la sua vocazione missionaria non gli permise mai di lasciare la Chiesa d’Irlanda che Dio gli aveva affidato, in quella che fu la terra della sua schiavitù. Patrizio ebbe vita difficile con gli eretici pelagiani, che per ostacolare la sua opera ricorsero anche alla calunnia, egli per discolparsi scrisse una “Confessione” chiarendo che il suo lavoro missionario era volere di Dio e che la sua avversione al pelagianesimo scaturiva dall’assoluto valore teologico che egli attribuiva alla Grazia; dichiarandosi inoltre ‘peccatore rusticissimo’ ma convertito per grazia divina. L’infaticabile apostolo concluse la sua vita nel 461 nell’Ulster a Down, che prenderà poi il nome di Downpatrick.

FONTE:  www.famigliacristiana.it/articolo/san-patrizio-da-schiavo-ad-apostolo-dell-irlanda


www.miliziadisanmichelearcangelo.org

Leggo e rifletto

>>> San Patrizio e il sogno angelico

 fonte »   Buone notizie daleggoerifletto
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...