ascolta il silenzio…..


“Non più silenzio, chiacchiere senza fine. Si parla sempre, a voce alta, profusamente. Si parla, si scrive, si ascolta su tutto. Non c’è più nulla di santo; non ha più senso, non esiste più una sicura zona di silenzio, non conta più niente, neppure la cosa più degna di venerazione. Si parla di tutto riducendo a pezzi e frammenti ogni oggetto, senza rispetto né vergogna: nei giornali, nella società, nelle sale di adunanze. Si allineano ogni sorta di parole: quelle elevate, quelle acute, quelle sagge e profonde, quelle ribelli, quelle commoventi, tutte.”
by leggoerifletto

Inginocchiarsi – don Romano Guardini

Cosa fa una persona quando s’inorgoglisce? Si drizza, alza il capo, irrigidisce le spalle e l’intera figura. Tutto in essa dice: «Io sono più grande di te! Io sono da più di te!».
Quando uno invece è di umile sentimento e si sente piccolo, china il capo, la sua persona si rattrappisce: egli «si abbassa». Tanto più profondamente, quanto più grande è colui che gli sta dinanzi; quanto meno egli sente di valere agli stessi propri occhi.
Ma quando mai percepiamo noi più chiaramente la nostra pochezza di quando stiamo dinanzi a Dio? Al grande Iddio che era ieri come è oggi, tra secoli e millenni! Al grande Iddio che riempie questa stanza e l’intera città ed il vasto mondo e l’incommensurabile cielo stellato, dinanzi a cui tutto è come un granello di sabbia! Al Dio santo, puro, giusto, infinitamente sublime…
Come è grande Lui… e come son piccolo io! Così piccolo che non posso neppure mettermi a confronto con Lui, che dinanzi a Lui sono un nulla!
Non è vero – e vien con tutta evidenza da sé – che non si può stare da superbi dinanzi a Lui? Ci si «fa piccoli»; si vorrebbe impicciolire la propria persona, perché essa non si presenti così, con tanta presunzione: l’uomo s’inginocchia.
E se al suo cuore questo non basta ancora, egli può inoltre prostrarsi.E la persona profondamente chinata dice: «Tu sei il Dio grande, mentre io sono un nulla!». Quando pieghi il ginocchio, non farlo né frettolosamente né sbadatamente. Dà all’atto tuo un’anima!Ma l’anima del tuo inginocchiarti sia che anche interiormente il cuore si pieghi dinanzi a Dio in profonda reverenza. Quando entri in chiesa o ne esci, oppure passi davanti all’altare, piega il tuo ginocchio profondamente, lentamente; ché questo ha da significare: «Mio grande Iddio!…».
Ciò infatti è umiltà ed è verità ed ogni volta farà bene all’anima tua.
– Don Romano Guardini –Da: “I santi segni (originale 1927), in Romano Guardini, Lo spirito della liturgia, Morcelliana, Brescia, 1980, pp. 140-141

“In generale l’uomo non prega volentieri. E’ facile che egli provi, nel pregare, un senso di noia, un imbarazzo, una ripugnanza, una ostilità addirittura. Qualunque altra cosa gli sembra più attraente e più importante. Dice di non aver tempo, di aver impegni urgenti, ma appena ha tralasciato di pregare, eccolo mettersi a fare le cose più inutili.L’uomo deve smettere di ingannare Dio e se stesso.E’ molto meglio dire apertamente:“Non voglio pregare”.
– Don Romano Guardini – 

“La preghiera è un anelito, un sussulto del cuore, è un soffio che non sai di dove viene e non sai dove va.La preghiera è un  incontro, a volte uno scontro, spesso un’attesa.E’ il pianto di Pietro al canto del gallo,è lo stabat di Maria ai piedi della croce.La preghiera è un attimo di eterno,è una scelta d’amore,è un bacio che accarezza un viso.La preghiera è un ricordo e un progetto,è un grido ed è silenzio.Sono le lacrime di chi piange per chi non piange,sono le suppliche della terra, le lodi della Chiesa.La preghiera è il nostro respiro, la nostra vita, il nostro tutto.Non c’è uomo che non prega,c’è solo un uomo che non sa di pregare”.

Il Segno della Croce – don Romano Guardini

Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare.
No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l’animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, corpo ed anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica.
Perché? Perché è il segno della totalità ed è il segno della re­denzione. Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce Egli santifica l’uomo nella sua totalità fin nelle ultime fibre del suo essere.
Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell’atto della be­nedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell’anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa.
Pensa quanto spesso fai il segno della croce. E il segno più santo che ci sia. Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto l’essere tuo, corpo ed anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, e tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza di Cristo, nel nome del Dio uno e trino.
– don Romano Guardini –Fonte: “Lo spirito della liturgia. I Santi Segni”. Ed.Morcelliana 2005

Inginocchiarsi 
Quando pieghi il ginocchio non farlo nè frettolosamente nè sbadatamente. Dà all’atto tuo un’anima. Ma l’animo del tuo inginocchiarti sia tale che anche interiormente, il cuore si pieghi dinnanzi a Dio in profonda riverenza. Quando entri in chiesa o ne esci oppur passi davanti all’altare piega il tuo ginocchio profondamente lentamente; che questo ha da significare Mio grande Dio!!!. Ciò infatti è umiltà è verità ed ogni volta farà bene alla tua anima” 

– don Romano Guardini –

Il coraggio di osare

Signore Gesù, fammi conoscere chi sei.

Fa sentire al mio cuore la santità che è in te.

Fa’ che io veda la gloria del tuo volto.

Dal tuo essere e dalla tua parola,

dal tuo agire e dal tuo disegno,

fammi derivare la certezza che la verità e

 l’amore sono a mia portata per salvarmi.

Tu sei la via, la verità e la vita.

Tu sei il principio della nuova creazione.

Dammi il coraggio di osare.

Fammi consapevole del mio bisogno di conversazione,

e permetti che con serietà lo compia,

nella realtà della vita quotidiana.

E se mi riconosco, indegno e peccatore,
dammi la tua misericordia.

Donami la fedeltà che persevera e la fiducia che comincia
sempre, ogni volta che tutto sembra fallire.

– don Romano Guardini – 


Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

www.leggoerifletto.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...