La libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero.

By Leggoerifletto

dagli scritti di Wilhelm Reich

L’uomo è nato libero ma dovunque è in catene.

Gli uomini nascono uguali, ma non crescono uguali, tutte le dottrine da loro elaborate, non fanno altro che opprimerli ripetutamente.

C’è qualcosa di profondamente errato nei metodi usati dall’uomo per conoscere se stesso. 

La prigione dell’uomo e la sua stessa struttura emozionale, per questo motivo l’uomo non sa di essere in trappola e mai si dirigerà verso lo spazio libero e infinito. 

Se qualcuno tenta di uscire fa sempre una brutta fine, ma per mano degli intrappolati.

L’uomo corazzato non sente la vitalità dell’esistenza, anzi, odia profondamente chi è senza corazza. 

Guardate i genitori come castrano la naturale vitalità dei loro bambini, gli stessi sono aperti all’energia universale.

I corazzati non riescono a dare in modo spontaneo e naturale, ma solo sforzandosi, per questo la loro la vita non è gioiosa e felice, bensì una lotta continua.

Bisogna soltanto innaffiare le radici, e la pianta non potrà che fiorire, mentre la nostra educazione fa patire la sete alla pianta, che mai fiorirà. 

Il rancore altro non è che l’impossibilità naturale di fiorire, esistiamo per crescere, ma la società con le sue regole feroci non fa altro che tagliarci le radici.

– Wilhelm Reich – 

da “L’assassinio di Cristo”

Immagine di Igor Morski

– Wilhelm Reich –

(dal diario nel 1919; citato in Lodovico De Cesare, Lo psicanalista senza divano, Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca)“

„Forse il mio senso morale rifiuta questi discorsi: eppure, in base alla mia esperienza e all’osservazione di me stesso e degli altri, sono arrivato alla persuasione che la sessualità è il centro di gravitazione intorno al quale ruota non solo la vita intima dell’individuo, ma anche tutta la vita sociale.

“Ascolta Piccolo Uomo: il tuo retaggio è un diamante che brucia nella tua mano.

Vedi te stesso come sei veramente. Ascolta quello che nessuno dei tuoi capi e rappresentanti oserà mai dirti: Sei un ‘piccolo uomo qualsiasi’.

Comprendi il duplice senso di queste parole: ‘piccolo’ e ‘qualsiasi’. Sei afflitto dalla peste emozionale. Sei malato, molto malato, Piccolo Uomo.

Non è colpa tua. Ma è tua responsabilità aver ragione di questa malattia.

È possibile uscire dalla trappola. Tuttavia per evadere dalla prigione bisogna prima ammettere di essere in prigione.

La prigione è la struttura emozionale dell’uomo, la sua struttura caratteriale. È scarsamente utile escogitare sistemi filosofici sulla natura della trappola, se l’unica cosa da fare per uscire dalla trappola è conoscerla e trovarne l’uscita.

L’uomo rivestito di corazza é isolato dal contatto immediato con la natura, le persone e i processi. Perciò sviluppa un contatto sostitutivo, che é fondamentalmente caratterizzato dalla mancanza di autenticità.

Ogni impulso d’amore incontra la barriera della corazza.

Per esprimersi deve aprirsi a forza un varco attraverso quel rigido muro; ma così si trasforma inevitabilmente in crudeltà ed odio. L’impulso d’amore originario apparirà, in connessione con l’impulso d’odio successivo, solo come un atteggiamento generale di esitazione, di ambivalenza, di autodisgusto e di dipendenza da tutto ciò che promette redenzione o scarica di tensione.

La corazza del corpo rende inaccessibili le sensazioni organiche fondamentali, e con esse l’autentica sensazione di benessere.

Il senso del proprio corpo é smarrito, e con esso é perduta la naturale fiducia in se stessi: essi sono regolarmente rimpiazzi dall’inganno, da ostentazione di apparenze e da falso orgoglio.

La perdita della naturale autopercezione scinde la persona, in tutta l’ampiezza della sua apertura, in due entità opposte e contraddittorie: il corpo qui é incompatibile con l’anima o lo spirito là. La «funzione del cervello», l’«intelletto», viene separata dal resto dell’organismo; quest’ultimo viene «posto in subordine» come l’«emozione» e l’ «irrazionale».

Quel che é deplorevole in tutto ciò é il fatto che, entro il contesto dell’esistenza dell’uomo rivestito di armatura, tutto é logico e corretto”.

 – Wilhelm Reich –

 da:  “Ascolta, piccolo uomo”

Vi benedico – don Tonino Bello

Vi benedico da un altare scomodo,
ma carico di gioia.
Vi benedico da un altare coperto da penombre,
ma carico di luce.
Vi benedico da un altare circondato da silenzi,
ma risonante di voci.
Sono le grazie, le luci, le voci dei mondi,
dei cieli e delle terre nuove che,
con la Risurrezione,
irrompono nel nostro mondo vecchio
e lo chiamano a tornare giovane.
Amen! Alleluia!- don Tonino Bello – 

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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