Ecco Baldassarre, Gaspare e Melchiorre…

 

I Re Magi…

 

Nativity – I doni dei Magi

 
“Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.” Is 7,14 

Montaggio video con scene tratte dal film The Nativity Story, dall’annunciazione, 

al sogno di Giuseppe, fino alla nascita di Gesù a Betlemme,
 l’incontro con un pastore e i Re Magi

Abbiamo tutti ricevuto un Dono

By leggoerifletto

I re Magi – Gabriele D’Annunzio

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia miglia e miglia.
Oh nova meraviglia!
Oh fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra si ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre,
Gaspare e Melchiorre
con mirra, incenso e oro.

– Gabriele D’Annunzio –

I Magi non videro nulla di straordinario, ma videro ciò che era immensamente straordinario da ferire l’anima d’amore: videro Maria col suo Bambino divino e furono talmente colpiti dalla santità della Madre e dalla maestà del Figlio che si prostrarono e lo adorarono, non a mo’ di saluto, perché non avrebbero potuto salutare un infante, ma lo adorarono come Re e come Dio, e gli offrirono doni, come soleva farsi ai re, e doni particolari che si addicevano al Redentore: l’oro, l’incenso e la mirra. Con l’oro lo riconobbero Re, con l’incenso lo confessarono Dio, con la mirra riconobbero la sua condizione di Vittima.Innanzi a Gesù Cristo e a Maria Santissima si sentirono infiammati d’amore, provarono una felicità mai sentita nella loro vita e, avvertiti in sogno di non ritornare da Erode, temendo di essere vigilati dal tiranno, se ne ritornarono per un’altra strada, segretamente, al loro paese.

– Don Dolindo Ruotolo –

“Non ho come i Magi

che sono ritratti nelle immagini

dell’oro da donarti.”

“Dammi la tua povertà.”

“Non ho nemmeno, Signore,

la mirra dal buon profumo

e neppure l’incenso in tuo onore.”

“Figlio mio: dammi il tuo cuore.”

– Francis Jammes –

(poeta francese – 1868-1938)

Il Signore vuole che anche noi diventiamo stelle…..…La parola di Dio è la vera stella, la parola di Dio è la grande nova in cui all’improvviso, dall’incertezza del discorso degli uomini, erompe l’infinita luminosità della verità divina che ci guida. Seguiamo quella nova, la stella della parola di Dio. Se viviamo con essa nella Chiesa di Dio, in cui la parola ha piantato la sua tenda, siamo sulla retta via. Troviamo allora quella chiarezza che tutti gli altri segni non possono dare…Il Signore vuole che anche noi diventiamo stelle, che anche in noi si verifichi quella sconvolgente esplosione della fede grazie alla quale si libera la luce che Lui ha fatto scendere su di noi, affinché troviamo la strada segnavia per gli altri…

– card. Joseph Ratzinger –

dalla “Omelia per l’Epifania del 1994” 

Epifania:

La vera ricchezza deriva dall’amore!

– Charles Dickens – 

I Re Magi dimenticati – don Bruno Ferrero

I ragazzi dell’oratorio di Santa Maria avevano preparato una recita sul mistero del Natale. Avevano scritto le battute degli angeli, dei pastori, di Maria e di Giuseppe. C’era una particina perfino per il bue e l’asino.Avevano distribuito le parti. Tutti volevano fare Giuseppe e Maria. Nessuno voleva fare la parte dell’asino. Avevano così deciso di travestire da asino il cane di Lucia. Era abbastanza grosso e pacifico: con le orecchie posticce faceva un asinello passabile. Purché non sì fosse messo ad abbaiare in piena scena…Ma quando suor Renata vide le prove dello spettacolo sbottò:“Avete dimenticato i Re Magi!”Enzo, il regista, si mise le mani nei capelli. Mancava solo un giorno alla rappresentazione. Dove trovare tre Re Magi così su due piedi?Fu don Pasquale, il vice parroco, a trovare una soluzione , disse :“Cerchiamo tre persone della parrocchia, spieghiamo loro che devono fare i Re Magi moderni, vengano con i loro abiti di tutti i giorni e portino un dono a Gesù Bambino. Un dono a loro scelta. Tutto quello che devono fare è spiegare con franchezza il motivo che li ha spinti a scegliere proprio quel particolare dono.”La squadra dei ragazzi si mise in moto. Nel giro di due ore, erano stati trovati i tre Re Magi sostituti.La sera di Natale, il teatrino parrocchiale era affollato.I ragazzi ce la misero tutta e lo spettacolo filò via liscio e applaudito. Il cane-asino si addormentò e la barba di san Giuseppe non si staccò. Senza che nessuno lo potesse prevedere, però, l’entrata in scena dei tre Re Magi divenne il momento più commovente della serata.Il primo Re era un uomo di cinquant’anni, padre di cinque figli, impiegato del municipio.Portava in mano una stampella. La posò accanto alla culla del Bambino Gesù e disse: ” Tre anni fa ho avuto un brutto incidente d’auto. Uno scontro frontale. Fui ricoverato all’ospedale con parecchie fratture. I medici erano pessimisti sul mio recupero. Nessuno azzardava un pronostico. Da quel momento incominciai ad essere felice e riconoscente per ogni più piccolo progresso: poter muovere la testa o un dito, alzarmi seduto da solo e così via. Quei mesi in ospedale mi cambiarono. Sono diventato un umile scopritore di quanto sia bello ciò che possiedo. Sono riconoscente e felice per le cose piccole e quotidiane di cui prima non mi accorgevo. Porto questa stampella a Gesù Bambino in segno di riconoscenza.”Il secondo Re era una Regina, madre di due figli. Portava un catechismo. Lo posò accanto alla culla del Bambino e disse: “Finché i miei bambini erano piccoli e avevano bisogno di me, mi sentivo realizzata. Poi i ragazzi sono cresciuti e ho incominciato a sentirmi inutile. Ma ho capito che era inutile commiserarmi. Chiesi al parroco di fare catechismo ai bambini. Così ritrovai un senso a tutta la mia vita. Mi sento come un apostolo, un profeta: aprire ai nostri bambini le frontiere dello spirito è un’attività che mi appassiona. Sento di nuovo di essere importante.”Il terzo Re era un giovane. Portava un foglio bianco. Lo pose accanto alla culla del Bambino e disse: “Mi chiedevo se era il caso di accettare questa parte. Non sapevo proprio che cosa dire, né che cosa portare. Le mie mani sono vuote. Il mio cuore è colmo di desideri, di felicità e di significato per la mia vita. Dentro di me si ammucchiano inquietudini, domande, attese, errori, dubbi. Non ho niente da presentare. Il mio futuro mi sembra così vago. Ti offro questo foglio bianco, Bambino Gesù. Io so che sei venuto per portarci speranze nuove. Vedi, io sono interiormente vuoto, ma il mio cuore è aperto e pronto ad accogliere le parole che vuoi scrivere sul foglio bianco della mia vita. Ora che ci sei tu, tutto cambierà…”– don Bruno Ferrero – da: “Storie di Natale, d’Avvento e d’Epifania”, ed. Elledici

Le lampade che noi accendiamo nelle notti buie di questa stagione invernale diventano così a un tempo una consolazione e un richiamo: la consolante certezza che la « luce del mondo » si è già accesa nell’oscurità della notte di Betlemme; e che essa ha trasformato la notte sventurata del peccato dell’uomo nella Notte Santa del perdono, in cui Dio ha accolto e sanato quello stesso peccato.

– Papa Benedetto XVI – 

I tre Santi

I tre santi Re Magi d’Oriente

chiedevano fermandosi in ogni città:

‘O donne, o fanciulle, sapreste dirci

la strada per Betlemme dove va?’

Né giovani né vecchi lo sapevano

e essi riprendevano il tragitto,

ma una cometa dalla chioma d’oro

or li guidava come una lanterna.

La stella sulla capanna di Giuseppe

alfine si fermò e i santi tre re Magi

alla soglia si poterono affacciar;

muggiva il bue, piangeva il bambinello,

e i Re Magi cominciarono a cantar.

Heinrich Heine (1797-1856)

Chi è Gesù per me? – Madre Teresa di Calcutta

Il Verbo fatto carne.

Il Pane di vita per il mio nutrimento.

La Vittima offerta per i miei peccati.

L’Amore che deve essere amato.

La Pace che deve essere data.

La Gioia che deve essere condivisa.

La Parola che deve essere pronunciata.

La Via che deve essere percorsa.

La Luce che deve essere accesa.

Il Povero che deve essere accolto.

L’Affamato che deve essere nutrito.

L’Ammalato che deve essere servito.

L’Anziano che deve essere rispettato.

Il Bambino che deve essere protetto.

– Madre Teresa di Calcutta – 

Voglio fare un regalo alla Befana

La Befana, cara vecchietta,

va all’antica, senza fretta.

Non prende mica l’aeroplano

per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina,

della sua scopa di saggina:

è così che poi succede

che la Befana… non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,

e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,

vorrei regalarle un micromotore,

perché arrivi dappertutto

col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità

per dare a tutti la felicità!

– Gianni Rodari –

I Re Magi

Una luce vermiglia

risplende nella pia

notte e si spande via

per miglia e miglia e miglia.

O nova meraviglia!

O fiore di Maria!

Passa la melodia

e la terra s’ingiglia.

Cantano tra il fischiare

del vento per le forre,

i biondi angeli in coro;

ed ecco Baldassarre

Gaspare e Melchiorre,

con mirra, incenso e oro.

– Gabriele D’Annunzio –

Ogni volta nel mio cuore nasce l’amore a Dio e ai fratelli, è oro che offro.Quando lascio tutto e perdo tempo in tua compagnia è incenso che sale.Se vivo nella tua grazia e la vita si fa dono a chi soffre è mirra che profuma.Permettimi, Signore di inginocchiarmi per adorarti presente nel mio prossimo.E nasce la lode!

«Il cielo è pieno di stelle ma i Re Magi ne hanno vista una speciale, una Stella che li muoveva a lasciare tante cose e a incominciare un cammino che non sapevano dove li portasse. Quando nella nostra vita non troviamo qualche stella speciale che ci chiama a fare qualcosa di buono, a intraprendere un cammino, anche a prendere una decisione…qualcosa non va! E dobbiamo chiedere la grazia di scoprire la Stella che Dio oggi vuol farmi vedere, perchè quella Stella mi condurrà a Gesù.» 

– Papa Francesco –

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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