E Dio disse : “ama i tuoi nemici” ed io obbedii e amai me stesso.

Kahlil Gibran …

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Il matrimonio – Kahlil Gibran

Allora nuovamente parlò Almitra, e domandò:

Che cos’è il Matrimonio, o Maestro?
Ed egli rispose dicendo:
Voi siete nati insieme
e insieme starete per sempre.
Insieme, quando le bianche ali della morte
disperderanno i vostri giorni.
Insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Vi sia spazio nella vostra unità,
e tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un con l’altra,
ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia tra le rive delle vostre anime
un moto di mare.
Riempitevi a vicenda le coppe,
ma non bevete da una coppa sola.
Datevi cibo a vicenda,
ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e siate giocondi,
ma ognuno di voi sia solo,
come sole sono le corde del liuto,
sebbene vibrino di una musica uguale.
Datevi il cuore,
ma l’uno non sia rifugio all’altro.
Poiché soltanto la mano della Vita
può contenere i vostri cuori.
Ergetevi insieme, ma non troppo vicini:
poiché il tempio ha colonne distanti,
e la quercia e il cipresso
non crescono l’una all’ombra dell’altro.

– Kahlil Gibran – 

da: “Il Profeta”

Un segreto d’amore

Mentre sfogliava i suoi «dossier» matrimoniali, il diavolo notò con dispetto che c’era ancora una coppia, sulla terra, che filava d’amore e d’accordo. 

Decise di fare un’ispezione. 

Si trattava in realtà di una coppia comune: eppure sprigionava tanto amore che attorno ad essa pareva ci fosse un’eterna primavera. Il diavolo volle conoscere il segreto di quell’amore.

– Nessun segreto – gli spiegarono i due. – Viviamo il nostro amore come una gara: quando uno dei due sbaglia, è l’altro che se ne assume la colpa; quando uno dei due fa bene, è l’altro che ne ha le lodi; quando uno dei due soffre, è l’altro che ne ha consolazione; quando uno dei due gioisce, è l’altro che ne ricava piacere. Insomma, facciamo sempre a chi arriva per primo.

Al diavolo tutto ciò parve scemo. E se ne andò senza far loro del male. 

Ed è così che possono ancora esistere delle coppie felici sulla terra

– Dino Semplici –

Il matrimonio non è solo una crociera, ma anche una croce. 

A volte, quando tutto sembra naufragare, solo se ti aggrappi alla croce puoi galleggiare. Solo se impari a gestire le difficoltà e non a fuggirne puoi arrivare alla riva.
A lungo andare si verifica un paradosso: le coppie più felici sono quelle che hanno colto i frutti dei periodi infelici. 

La felicità, soprattutto in due, è un investimento a lungo termine. 

È una gioia coltivata, più grande di quella intuita al primo incontro.
Saggezza è riconoscere con Rilke che «tutto è gestazione; solo più tardi, nascita». 

In termini simili scrive Rabindranath Tagore: «Dormii e sognai che la vita era gioia. Mi destai e vidi che la vita era dovere. Lavorai, e il dovere era gioia»


– Robert Cheaib –

da “Il gioco dell’ amore” pp. 82-83, Tau Editrice

I figli – Kahlil Gibran

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri, essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi, la vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere, poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.

  

– Kahlil Gibran – 

Illustrazione da “Il profeta” di Kahlil Gibran 

(Bsharri, 6 dicembre 1883 – New York, 10 aprile 1931

Guardando mio padre, che non faceva prediche,
non faceva discorsi, mi dicevo: «Lui lo sa».
Osservavo intorno a me quelli che erano più furbi,
che stavano meglio,
ma non mi convincevano alla stessa maniera.
Mi interessava quella saggezza,
quella letizia che mio padre nel dolore, nella fatica,
nella malattia mi testimoniava in un modo clamoroso.
Era assolutamente evidente che mio padre,
che fischiava sempre,
viveva una letizia di fondo nella vita,
per cui era come se mi incuriosisse,
mi trascinasse.

– Franco Nembrini – 

Signore, siamo pieni di stupore

di fronte a questo bambino

che già ci sorride e ci affascina.

E’ una gioia per noi e accettiamo volentieri

le preoccupazioni, i timori, gli impegni

che ci derivano dalla sua presenza.

Affiorano però nel nostro cuore

molti interrogativi: Che ne sarà di lui?

Crescerà sano e felice?

In che mondo vivrà?

Quali valori coltiverà?

Saremo capaci di accompagnarlo,

di sostenerlo nei momenti difficili

e di guidarlo verso la piena maturità?

Signore, ce la stiamo mettendo tutta

perché lui si senta amato ed accolto.

Ma tu solo conosci il nostro cuore e il suo bene.

Ci affidiamo perciò a te,

e ti chiediamo di donarci persone amiche,

così da non affrontare da soli

questo nuovo ed esaltante compito.

Amen.

– Fausto Negri –

Fonte: “Eccoti, finalmente! Pensieri e preghiere per mamma e papà”, Luigi Guglielmoni e Fausto Negri, Ed. Paoline

Buona giornata a tutti. 🙂

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