L’amicizia dopo l’amore è il più bel regalo del cielo.

by leggoerifletto

Amare, la preghiera dell’adolescente – Padre Michel Quoist

Signore, vorrei amare, ho bisogno d’amare.
Tutto il mio essere non è che desiderio:
il mio cuore, il mio corpo,
si protendono nella notte verso uno sconosciuto da amare.

Le mie braccia brancicano nell’aria verso uno sconosciuto da amare.
Sono solo mentre vorrei essere due.
Parlo e nessuno è presente ad ascoltarmi.
Vivo e nessuno coglie la mia vita.

Perché essere così ricco e non aver nessuno da arricchire?
Donde viene quest’amore? Dove va?
Vorrei amare, Signore,

ho bisogno d’amare.
Ecco stasera, Signore, tutto il mio amore inutilizzato.

Ascolta, Mio caro, fermati,
fai, in silenzio, un lungo pellegrinaggio fino in fondo al tuo cuore.

Cammina lungo il tuo amore nuovo,
così come si risale un ruscello per scoprirne la sorgente.
E al termine, laggiù in fondo, nell’infinito mistero della tua
anima turbata, Mi incontrerai,
perché io mi chiamo Amore piccolo,
ed Io non sono altro che Amore, da sempre,
E l’amore è in te.
Io ti ho fatto per amare, per amare eternamente.
Ed il tuo amore sarà un altro te stesso.

Lei sta cercando;
Rassicurati, è già sulla tua strada,
In cammino da sempre,

sulla strada del Mio Amore.
Bisogna aspettare il suo passaggio,
lei si avvicina,

tu ti avvicini,
vi riconoscerete,
perché Io ho fatto il suo corpo per te,
ho creato il tuo per lei,

ho fatto il tuo cuore per lei, ho creato il suo per te,
e voi vi state ricercando nella notte,
nella mia notte che diventerà luce
se voi avrete fiducia in Me.
Conservati per lei, piccolo mio,

come lei si conserva per te.
Io vi custodirò l’uno per l’altra,
e, giacché hai fame d’amore,
ho posto sul tuo cammino tutti i tuoi fratelli da amare.
Credimi, è un lungo tirocinio l’amore,
e non vi sono diverse specie di amore:
Amare, vuol sempre solo dire abbandonare se stessi
per darsi agli altri…..


Signore, aiutami a dimenticarmi per gli uomini miei fratelli,
perché dando me stesso impari ad amare.

(Padre Michel Quoist)
http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/09/lamore-non-e-gia-fatto-si-fa.html

Vivere l’amore, significa talvolta incamminarsi lungo sentieri non segnalati.

E ci vuole molta fedeltà, lealtà ed umiltà per non smarrirsi ed impantanarsi.

– Padre Michel Quoist –  

A cuore aperto

„Dì pure: non so. Non ne ho la forza. Non comprendo… 

E ti renderai utile all’altro poiché gli uomini hanno bisogno di interlocutori che riconoscano i loro limiti, per poter riconoscere i propri.

Sii te stesso. 

Gli altri hanno bisogno di te, tale quale il Signore ti ha voluto. 

Non hai il diritto di mascherarti, né di fingere, altrimenti defraudi il tuo prossimo. Di’ a te stesso: io gli posso dare qualche cosa perché egli non ha mai incontrato nessuno identico a me, né mai lo incontrerà, perché io sono un esemplare unico uscito dalle mani di Dio.

– Padre Michel Quoist – 

Signore, mi hai afferrato…..- Padre Michel Quoist

Signore, mi hai afferrato, e non ho potuto resisterTi.
Sono corso a lungo, ma Tu m’inseguivi.
Prendevo vie traverse, ma tu le conoscevi.
Mi hai raggiunto.
Mi sono dibattuto.
Hai vinto!
Eccomi, o Signore, ho detto sì, 
all’estremo del soffio e della lotta, quasi mio malgrado; ed ero là, tremante come un vinto alla mercé del vincitore, quando su di me ha posato il Tuo sguardo di Amore.

Ormai è fatto, Signore, non potrò più scordarTi.
In un attimo mi hai conquistato,
in un attimo mi hai afferrato.
I mie dubbi furono spazzati,
i miei timori svanirono;
perché Ti ho riconosciuto senza vederTi,
Ti ho sentito senza toccarTi,
Ti ho compreso senza udirTi.
Segnato dal fuoco del Tuo Amore,
ormai è fatto, Signore, non potrò più scordarTi.
Ora, Ti so presente, al mio fianco, ed in pace lavoro sotto il Tuo sguardo di Amore.
Non conosco più lo sforzo di pregare:
mi basta alzare gli occhi dell’anima verso di Te per incontrare il Tuo sguardo.
E ci comprendiamo. Tutto è chiaro. Tutto è pace.

In certi momenti, grazie o Signore, tu m’invadi irresistibile,

come il mare lentamente inonda la spiaggia;
oppure improvvisamente Tu mi afferri, 
come l’innamorato stringe tra le braccia il suo amore.
E non posso più nulla, bisogna che mi fermi.
Sedotto, trattengo il respiro; svanisce il mondo, sospendi il tempo.
Vorrei che questi minuti durassero ore…
Quando Ti ritrai, lasciandomi di fuoco e sconvolto da gioia profonda, non ho un’idea di più, ma so che Tu mi possiedi maggiormente.
Alcune mie fibre sono più profondamente toccate, la ferita s’è allargata, e sono un po’ più prigioniero del Tuo Amore.

Signore, Tu crei ancora il vuoto attorno a me, ma in un modo diverso questa volta.
Per il fatto che sei troppo grande ed eclissi ogni cosa.
Quello che amavo mi sembra inezia, e sotto il fuoco del Tuo Amore si sciolgono i miei desideri umani come cera al sole.
Che m’importano le cose!
Che m’importa il mio benessere!
Che m’importa la mia vita!
Non desidero più altro che Te,
non voglio più altro che Te.

Lo so, gli altri lo dicono: “È pazzo!”.
Ma, o Signore, lo sono loro.

– Padre Michel Quoist – 

Per piccolo che sia, ogni avvenimento della vita di un uomo, o di un gruppo di uomini, fa parte di quell’eccezionale avvenimento storico che è la venuta di Dio in Gesù Cristo per ricapitolare in Lui ogni cosa. 

–  Padre Michel Quoist –

Grazie o Signore, per i miei occhi, finestre aperte sul grande spazio; grazie per lo sguardo che trasporta la mia anima come il raggio generoso porta la luce ed il calore del tuo sole.

–  Padre Michel Quoist –

Le parole che dono debbono essere portatrici di Dio, perché le labbra, che mi hai donate, Signore, son fatte per dire la mia anima, e la mia anima Ti conosce e Ti tiene avvinto. 

–  Padre Michel Quoist –

Non puoi amare la sofferenza, essa rimane un male anche dopo la venuta di Gesù Cristo, ma tu puoi amare l’occasione che essa ti porge per offrire e ricuperare:

-il tuo mal di testa di oggi,

-la stanchezza di tutto il corpo oppresso dalla fatica,

-la lancinante sofferenza che morde la tua carne e non ti lascia riposare,

-l’immobilità dolorosa,

-l’infermità,

-la sofferenza morale, piccola o grande, passeggera o permanente,

-il lavoro penoso o monotono, impegno sindacale o politico che assorbe o strazia, sensibilità urtata, fallimento dei tuoi sforzi, caduta umiliante…

Tutte le tue sofferenze:

il Cristo le ha già sofferte,

offerte,

il Padre le ha ricevute dalle mani del Figlio Suo come penitenza dei peccati,

per mezzo dell’amore di Gesù Cristo esse hanno già riscattato il mondo.

– Padre Michel Quoist –

da: “Riuscire. Suggerimenti per una vita autenticamente cristiana”

 Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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