Quando le radici sono profonde , non c ‘è motivo di temere il vento.

E dunque anche Tu ateo? – Padre David Maria Turoldo

E dunque anche Tu ateo?
Fu questa la tua vera Notte, Signore,
la tua discesa agl’Inferi
avanti che ti accogliesse nel suo ventre la terra.
Credere in Lui e dubitare di Lui,
dire a tutti che ti ama,
e consumarti di amore,
e sentire che sei abbandonato.
“Padre, Abbà, papà!…”
Ora invece appena:
“Dio”; sia pure “tuo Dio”!
Alla fine, dunque non più padre?
O, perfino, che non esista?
Ma come poi avresti potuto dire:
“Nelle tue mani rimetto lo spirito”?
Avresti vinto per un atto di fede senza speranza?
Pur perduto dentro l’abisso del Nulla
ancora credevi?
Resurrezione, non altro è la risposta.
Ma Tu non sapevi!
Come noi non sappiamo.
E compatta
ancora sale sul mondo
la Notte.

(Padre David Maria Turoldo)

By leggoerifletto:

Quella sera – Padre David Maria Turoldo

Anche il sole tardava a morire quella sera: 
sostava una luce strana sulle case
e sopra le facce della gente, e dalle strade
saliva un silenzio ancora più strano:

solo dalla Grande Piazza – il palco ove 
si affrontano Speranza e Delusione
da sempre – si spandeva nell’aria un murmure
che mai nessuno aveva udito finora:
un murmure da sottosuolo, sommesso:
un sospiro delle cose pareva
ancor prima di farsi umana coscienza,
voce fusa del mondo: quella sera
tutto il mondo si era fermato,

la gente era sulle porte, in silenzio,
solo con il capo qualcuno accennava a quell’unica Cosa:

nessuno osava dire all’altro 
quanto era impossibile dire, e tutti

piangevamo di gioia e di dolore: 
tutti improvvisamente orfani!
Forse solo alla tua morte, Francesco
– tra le morti umane – così
la gente che sapeva, deve
aver cantato e pianto
come tutto il mondo e noi,
quella sera! E subito
udito “l’Ite” della preghiera
posto per Caso divino a sigillo
della favolosa “Leggenda”, oh quanti
per le vie si abbracciavano! Perfino
il fratello ateo (ma chi era ateo, almeno quella sera!)

e il mussulmano e l’ebreo e il fratello riformato piangevano

quella sera! E il negro e l’olivastro… Uno aveva appena
scritto: “sono un buddista: Dio vi ama”!
Anche il bianco era un fratello quella sera…

E tutti a dire:
sì, il genere umano è uno
il mondo può essere uno
sì, ogni terra può essere in pace.

Avevi appena varcato la Notte del Fuoco:
era la feria prima di Pentecoste:
per te ora di nuova fiamma splendeva la Chiesa,
o Papa Giovanni, tu padre del mondo!

E tutti noi, per giorni, a narrare
la tua lunga agonia in faccia all’universo:
la enciclica più vera: una morte
ancora all’antica, la bella
morte fra tanta nostra
morte organizzata: questa
nostra morte “industriale”…
Tutti, quei giorni, a evocare le tue
parole di addio:

“Figlioli cercate ciò che vi unisce e non quanto divide!”
Dicevi di offrir la tua vita per la pace:
“saremo sempre amici!”, dicevi!
E dal palco la Speranza bandiva
la Delusione: almeno quella sera!

II°
Papa Giovanni, tu padre del mondo, uomo della pace per tutte le terre: così 
hai scritto: a rispetto di tutte le fedi e razze e culture: “in terris”, quale necessaria e libera armonia per tutto l’universo: tu
che hai creduto alla Ragione perciò hai bollato di follia la guerra:

Papa Giovanni, tu padre del mondo, uomo
che eri serenamente timorato del divino mistero

perciò non amavi i profeti di sventura
e dicevi di quale pace soave lo spirito
gode pur dentro la bufera: e tu per primo
lassù così in alto, finalmente hai distinto
l’errante dall’errore e perciò eri
amico di tutto l’universo umano,
e dicevi che verità antica
per nuova lingua si fa novella…

Papa Giovanni, tu padre del mondo
che mai dalla terra hai tagliato le radici
mai rinnegata la origine tua
di uomo della terra:
i poveri sono ancora traditi e soli,
impedita anche da noi
la loro liberazione;
e fratelli continuano ancora
a morire di morte caina;
e il Grande Potere subito calpesta
appena germogli di speranza
accennino a fiorire: poiché nulla

di nuovo deve avvenire
e meno ancora se da Oriente!…
E intanto il mondo é di nuovo ferito e più

neppure alla porta del tempio attende:
Papa Giovanni, tu padre del mondo, uomo
di fede, ritorna…
ritorna almeno tu a dirci: “poiché
non ho né oro né argento…
io vi dico: alzatevi
e riprendete il cammino!…”

(Padre David M. Turoldo)
Priorato S. Egidio 24039 Sotto il Monte (BG)

Pubblicata in Servitum quaderni di spiritualità n. 59/60 sett.-dic. 1988, numero monografico: “L’eredità spirituale di Papa Giovanni” pagg. 7-10.

 Mettiamo l’orgoglio sotto i piedi e saremo liberi, sereni e fraterni: saremo creature che vivono e testimoniano la risurrezione di Cristo. 

– Papa Giovanni XXIII –

 Mi lascerò schiacciare, ma voglio essere paziente e buono fino all’eroismo. Solo allora sarò meritevole di partecipare al sacerdozio di Gesù Cristo. 

– Papa Giovanni XXIII –

da: Il giornale dell’anima

 

Non mi occorre adoperare forme dure per tenere il buon ordine. 

La bontà vigilante, paziente e longanime arriva ben più in là e più rapidamente che non il rigore e il frustino. E non soffro neanche illusioni o dubbi su questo punto. 

– Papa Giovanni XXIII –

da: Il giornale dell’anima 

Buona giornata a tutti. 🙂

www.leggoerifletto.it

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