Ecco cosa ci siamo persi… della notte di Romena

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“Ho scelto le canzoni d’amore che amo di più, quelle che avrei voluto scrivere” aveva preannunciato. E  così Simone non si è presentato da solo:

insieme ai suoi musicisti e alle sue canzoni, ha portato Ivano Fossati e Francesco de Gregori, Franco Battiato e Sergio Endrigo. I suoi maestri.

 

Cosa non ci siamo persi:

La notte di Romena!

Prendi il largo

A distanza di qualche settimana mi piace dedicare un pensiero al meraviglioso concerto che Simone Cristicchi ha regalato a Romena, esibendosi col suo gruppo davanti alla pieve in occasione del nostro convegno sull’amore.
Tracce filmate di quel concerto si possono vedere sulla pagina Fraternità di Romena di You Tube, foto sulla galleria fotografica del sito http://www.romena.it. L’atmosfera è più difficile restituirla…
 
La notte di Romena
Non se n’è andata quella notte.
E’ passata, certo, ma senza lasciarci.
Una notte di poesia. Di canzoni. La notte dell’amore.
Una notte nata da un sogno: “Sai Massimo, l’altra notte, l’ho proprio sognato il concerto. E nel sogno ero lì, davanti alla pieve”.
Simone l’aveva buttata là senza calcare la mano. Ma era difficile lasciar cadere a terra un’idea simile, senza almeno guardarla volare.
Il campo davanti alla pieve ha ospitato zolle di terra e erba, ha fatto crescere spighe di grano e girasoli, ma la musica no. Di quella aveva solo sentito un’eco lontana, nei giorni di festa.
Eppure, quello spazio che guarda l’abside della pieve, quello spazio in cui la notte arriva gentile e discreta solo per mettere più in risalto la bellezza di quella pietra ricreata dall’uomo, sembrava fatto apposta per far navigare il cuore con la musica.
Simone Cristicchi era l’esploratore più adatto. Non in virtù del sogno, ma di ciò che lo aveva ispirato: una passione genuina per quello spazio e la sua gente, e per quel respiro di libertà.

“Come ti è sembrato?” Mi ha detto subito dopo il concerto. La gente sciamava lenta rimasticando le sue canzoni, lui si era conquistato uno spazio di solitudine. Ho azzardato un commento fatto di complimenti smozzicati. L’emozione era troppa, le parole giuste non arrivavano.
Il loro ritardo persevera.
Perciò non scrivo del concerto. Ma voglio almeno ricordare quell’atmosfera delicata e profonda, quell’armonia di musica e di gente, quella poesia scritta nell’aria, come una melodia.
“Ho scelto le canzoni d’amore che amo di più, quelle che avrei voluto scrivere” aveva preannunciato. E  così Simone non si è presentato da solo: insieme ai suoi musicisti e alle sue canzoni, ha portato Ivano Fossati e Francesco de Gregori, Franco Battiato e Sergio Endrigo. I suoi maestri.
Ha cantato con amore e con rispetto, con gioia e con emozione.
Ha cantato pizzicandosi ogni tanto sul braccio: non voleva che quel momento fosse solo una proroga del sogno di un mese prima.
Tutta quella serata l’ha poi racchiusa in un movimento della testa. “Sapete – ha detto – ogni tanto mi devo voltare indietro, per sapere se è vero”.
Di certe serate ti resta addosso tutto. Non riesci a distinguere tra la musica che hai ascoltato e l’orizzonte che avevi negli occhi, tra l’erba su cui ti sei appoggiato, e un gesto spontaneo di chi avevi vicino. Sembra che tutto vada nella stessa direzione, come pilotato da una corrente buona, dall’energia di un incanto.
Non vanno a dormire notti come queste. Restano sveglie, per ricordarci che esistono.
Confermo che è esistita, in un sabato di luglio, la notte dell’amore, la notte di Simone.
La notte di Romena.

padre Paolo Dall’Oglio – Mancano pochi giorni all’anniversario del sequestro del gesuita di cui si sono perse le tracce il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa.

Padre Dall Olio
A quattro anni dal rapimento in Siria 
non dimentichiamo padre Paolo Dall’Oglio
Mancano pochi giorni all’anniversario del sequestro del gesuita di cui si sono perse le tracce il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa. Riccardo Cristiano, presidente dell’Associazione giornalisti amici di padre Paolo invita tutti a ricordare «questo instancabile costruttore di ponti».
Mancavano pochi giorni alla fine del 2007 quando padre Paolo Dall’Oglio scrisse nella rubrica “la sete di Ismaele” che firmava su “Popoli”, il web magazine dei gesuiti: “Quest’anno l’Adha, la festa del sacrificio alla fine del pellegrinaggio abramitico, cade pochi giorni prima di Natale. Da secoli i vicini di casa cristiani e musulmani si rendono vicendevolmente visita per le feste cogliendo l’occasione per riconciliarsi quando necessario. Perché non farlo anche in Italia? Magari con una telefonata prima: “Pronto? Parlo con il signor Mohammad? Volevo augurarle buona festa. Ha parenti al pellegrinaggio? Dio glieli riporti tutti a casa in buona salute. Vorrei venirla a trovare con mia moglie per farle tanti auguri di persona. “È probabile che i vostri vicini vengano poi a trovarvi a Natale. Ci vorrà pazienza e aiuto dello Spirito Santo per fondare amicizie durature, armonizzare le mentalità, abituarsi alle diverse sensibilità”.
Alla fine di questa settimana, tra venerdì 28 e sabato 29 luglio, ricorderemo padre Paolo Dall’Oglio, questo instancabile costruttore di ponti che ha indicato a tutti noi la strada più semplice, quella che parte da una semplice telefonata, per cambiare il corso della storia e contribuire all’edificazione di una società diversa, che armonizza anziché dividere, che riconosce l’indispensabilità dell’altro anziché l’indispensabilità dell’odio.
Non sappiamo chi abbia sequestrato Paolo quella notte tra il 28 e il 29 luglio di quattro anni, fa, 2013. Non hanno mai rivendicato il suo sequestro. Per me hanno voluto metterlo a tacere perché era tra le più autorevoli voci che negavano a chicchessia il diritto di fare dei siriani dei sudditi di un sedicente stato confessionale o familiare. Per questo era amato dai suoi concittadini siriani.
Durante questi anni durissimi e dolorosissimi per la Siria cominciati nel 2011, nel testo scritto per “Popoli” prima del suo sequestro, padre Dall’Oglio tra le altre cose ha scritto: “Faccio ormai parte di una specie di collettivo su internet con il quale compariamo informazioni, cerchiamo di chiarire eventi, di emanciparci da febbri ideologiche e maree emotive suscitate e cavalcate ad arte. Ma la lotta è impari. Occorre formulare un mantra da ripersi di continuo: “Le sfumature sono sempre più fragili della propaganda, se vi soddisfa l’indottrinamento non abbiamo più nulla da darci”.
Quella specie di collettivo, caro Paolo, c’è ancora. Senza di te fatichiamo a sentirci, a riconoscerci, a capire, ma il ponte che hai creato tra tanti rimane, e per tutti le sfumature sono rimaste fondamentali. L’indottrinamento abbiamo cercato di tenerlo lontano da noi, e quest’anno in tanti, sui giornali, alla radio, in televisione, cercheranno di ricordarti innanzitutto per chiedere la tua liberazione, come non abbiamo abbastanza fatto sin qui, quale nostro concittadino. Ma poi riprenderemo i tuoi scritti per cercare insieme a te le nuove sfumature da difendere, le nuove dottrine da evitare, i nuovi ponti da edificare; senza santini, semplicemente tentando di camminare insieme con te lungo le frontiere della convivialità mediterranea alla quale continui a dare il tuo contributo.
Paolo, dopo esserti espresso a favore del piano di pace dell’inviato dell’Onu Kofi Annan sei stato espulso dalla Siria nel 2012, e il tuo account era “espulso arrabbiato”: tanto arrabbiato che sei voluto rientrare nella piena consapevolezza del rischio, due volte, restando sacerdote, fratello nel battesimo, fratello in umanità, intellettuale, giornalista, appassionato amico della libertà di tutto il popolo siriano. E sei stato sequestrato; per noi seguitare a riflettere con te è la risposta migliore a chi si è illuso di sequestrare con te anche le tue idee.
(fonte: FNSI)
Servizio pubblico, il 28 e 29 luglio programmazione speciale per padre Paolo Dall’Oglio
A quattro anni dal rapimento in Siria, la Rai accende i riflettori sulla figura del missionario con un progetto crossmediale. Venerdì 28 e sabato 29 luglio servizi, speciali e approfondimenti sull’opera del gesuita portatore di pace. Hashtag #pontidipace
A quattro anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio in Siria la Rai dedica una speciale programmazione alla sua figura con un progetto crossmediale curato dalla Direzione comunicazione. Venerdì 28 luglio e sabato 29 luglio nei programmi, nei telegiornali e nei giornali radio saranno presenti servizi, speciali e approfondimenti sull’opera del gesuita portatore di pace e sulla sua attività nel teatro del conflitto siriano. Un’iniziativa che il servizio pubblico mette in campo per tenere accesi i riflettori sulla sua scomparsa e contribuire a mantenere vivo il filo della speranza.
Nella giornata di venerdì 28 luglio su Rai1 Uno Mattina estate (con uno spazio a cura del Tg1 dalle 7.10) e La vita in diretta estate, dalle 15.40, riserveranno ampie finestre di approfondimento alla vicenda di padre Dall’Oglio.
All’interno del programma pomeridiano saranno ospiti Riccardo Cristiano, presidente dell’Associazione giornalisti amici di padre Dall’Oglio; padre Giulio Albanese, missionario comboniano; Lucia Goracci, corrispondente da Istanbul e inviata Rai. Sempre venerdì, alle 18.00, Rainews24 proporrà uno speciale condotto dal direttore Antonio Di Bella. All’interno del programma gli interventi di Riccardo Cristiano e del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, e le interviste realizzate da Maria Gianniti (Gr Rai) ai confratelli dell’ultimo monastero frequentato da padre Dall’Oglio.
Sabato 29 luglio, oltre all’ampia copertura informativa riservata da tutte le testate Rai, alla figura di Paolo Dall’Oglio saranno dedicati lo Speciale Tg3, in onda alle 10.55 su Rai3, e Tg2 Dossier, dalle 23.30 su Rai2. Rainews24 proporrà numerosi servizi nel corso di tutta la sua programmazione allnews. Tutti gli spazi dedicati a padre Dall’Oglio saranno caratterizzati dall’hashtag #pontidipace. Per promuovere la giornata dedicata al gesuita rapito in Siria la Direzione creativa ha realizzato uno spot già in onda sulle reti del servizio pubblico da venerdì scorso.
(AdnKronos – Roma, 26 luglio 2017)
Vedi anche il nostro post precedente all’interno del quale link ad altri post:

Sulle ali della parola “Amore” con Ermes e Marina

Prendi il largo

Vorrei invitarvi a leggere un libro. Un nostro nuovo, piccolo libro.
Ne val la pena anche solo per la parola con cui vi attende in copertina. “Amore”.
Ne val la pena soprattutto per il dispendio meraviglioso di vissuto che vi si trova dentro.
Non ve lo racconto. Non saprei come. Già è stata dura, per me, scriverlo, cercando di tenere nel giusto modo gli argini di un fiume di parole, di poesie, di tenerezza, di intuizioni.
C’è però un bel modo di accedere a questo testo, che è parte della nostra collana sulla via della resurrezione. E il modo è ascoltare o anche vedere come i due protagonisti di questo libro, Ermes Ronchi, frate, teologo e poeta, e Marina Marcolini, scrittrice e docente universitaria, lo hanno presentato a Romena durante il nostro convegno sull’amore.

In realtà non lo hanno solo presentato. Lo hanno proprio riscritto trovando nuovi spunti, nuove…

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sfumature di… gentilezza & tenerezza

Ecco cosa volevo dire con le parole “gentilezza 🌻 tenerezza” questo modo di fare che da all’altro la sensazione di esserci.

www.ettyhillesum.it
 
“La vita è così curiosa, sorprendente e infinitamente ricca di sfumature! A ogni curva del suo cammino si apre una vista del tutto diversa. La maggior parte delle persone ha nella propria testa idee convenzionali su questa vita. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonarle, dobbiamo osare il gran salto nel mondo e allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori”


Ecco cosa volevo dire con la parola gentilezza 🌻                                                   questo modo di fare che da all’altro la sensazione di esserci.
‘L’eleganza del riccio’ di Muriel Barbery (2006)

Tutti siamo responsabili della parola di Dio a noi affidata. Non basta che essa venga scritta nei libri, che venga ripetuta in modo estremamente espressivo. Essa deve vivere in noi e portare frutto nella vita quotidiana.”


grazie Giorgio. ….☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆
Amico, gli dissi quella sera, lei mi consiglia di aspettare tutto da Dio, ma se mi aspetto tutto da lui, che cosa mi rimane da fare?

Ti rimane tutto da fare, disse. Cerca di capirmi: l’artista più grande non può suonare su delle corde rotte, il soffio del vento resta impotente di fronte alla barca che non ha albero, che ha vele ripiegate, il più puro dei ghiacciai non potrebbe generare un fiume magnifico se nel fondo del suo letto è disteso il sudiciume… e Dio-Amore non può nulla se l’uomo libero non si presenta ritto in piedi, artigiano laborioso della propria vita e operaio del mondo insieme ai tuoi fratelli.

Michel Quoist 

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Tutti siamo responsabili della parola di Dio a noi affidata. Non basta che essa venga scritta nei libri, che venga ripetuta in modo estremamente espressivo. Essa deve vivere in noi e portare frutto nella vita quotidiana.”

Stefan Wyszynski


Giorni estivi tra piccoli impegni e tempo di riposo, giornate che trascorrono a volte lente a volte veloci, come la vita.

A guardare gli anni alle spalle sembrano volati in un battibaleno, anni consumati senza rendersene conto.

Poi incontri parole che come una paletta della polizia ti fermano, ti costringono a guardare chi sei, a fare i conti con la vita.

Quelle di Lorenzo Marzullo hanno questo potere: 

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili quando nascono,

 duri e rigidi quando muoiono.

 Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili quando sono in vita,

 secchi e rigidi quando sono morti.

 Perciò il duro e il rigido sono compagni della morte,

 il morbido e il flessibile sono compagni della vita.

 Un combattente che non sa arretrare non può vincere;

 un albero incapace di piegarsi si spezza.

 La rigidità e la forza sono inferiori,

 la flessibilità e la morbidezza superiori.”

Dinnanzi a queste parole non puoi passar oltre, devi pigliare la tua bilancia e misurare, con cura, le tue relazioni, il tuo corpo, le tue paure.

Forse la saggezza, la maturità sta proprio qui: comprendere che c’è qualcosa in me che è inferiore, che ha a che fare con la rigidezza, l’inflessibilità, la severità, la fermezza. 

E’ quando sono così che non faccio un passo verso la vita, verso gli altri, fermo nelle mie sicurezze, nei pregiudizi, nelle mie ragioni. 

E’ fermarsi e credere di essere nella verità che porta alla morte.

Se cerco la vita, la strada é un’altra.

Fra Giorgio Bonati



“Scrutare Orizzonti”

ScrutareOrizzonti

COMUNITÁ DEI SERVI DI MARIA – SANTA MARIA DEL CENGIO Via del Convento 17 – 36033 Isola Vicentina (VI) Tel. 0444 976131 Santa Maria del Cengio

S.Maria del Cengio – Isola Vicentina

Santa Maria del Cengio 

“Scrutare Orizzonti”, questo il titolo evocativo di Agosto a S. Maria 2017, che si svolgerà dal 5 al 25 agosto nel Convento di S. Maria del Cengio. La manifestazione è realizzata con il patrocinio e il contributo del Comune di Isola Vicentina. Il programma, condiviso all’interno del Capitolo Allargato che vede lavorare in sinergia frati e laici, è come sempre molto ricco di appuntamenti e prevede incontri, conferenze, mostre, laboratori, concerti e spettacoli. Ad accomunare tutti gli appuntamenti, l’esigenza, come suggerisce il titolo, di partire dal presente per lanciare lo sguardo sul futuro, facendolo però con grande attenzione per comprendere ciò che non si manifesta o non si capisce ad un esame affrettato e superficiale. Ad aiutarci nell’orientare i nostri sguardi, alcuni “occhi” speciali: filosofi, giornalisti, esperti, artisti, capaci di individuare gli elementi predittivi che appena si notano all’orizzonte. Si inizia il 5 agosto con la proiezione del film Domani, un emozionante viaggio intorno al mondo, alla ricerca di soluzioni efficaci per dimostrare che un domani migliore è possibile. Sarà la migliore introduzione al tema, che verrà poi sviluppato a più voci. Scruteremo l’orizzonte sociale attraverso l’incontro con il filosofo Roberto Mancini, che ci aiuterà a rispondere alla domanda “Che mondo stiamo costruendo con i nostri gesti e parole, con sogni e rifiuti?”. Scopriremo anche perché “la democrazia ha bisogno di un supplemento d’anima”, grazie alle testimonianze dei giovani dell’associazione Cittadini per Costituzione. L’orizzonte religioso sarà indagato attraverso la figura del cardinale Carlo Maria Martini, in un dialogo tra fra Ermes Ronchi e l’editorialista del Corriere della Sera Marco Garzonio. Quello interculturale lo scruteremo con l’aiuto della giovane graphic journalist Takoua Ben Mohamed, ideatrice di un fumetto che aiuta a vincere tanti stereotipi. L’orizzonte ecologico verrà esaminato con la conferenza di Beppe Bernardini, alla scoperta delle assonanze tra la cultura andina e la Laudato si’ di Papa Francesco e con i laboratori Nuovi Stili di Vita di Adriano Sella e dell’Équipe Gocce di Giustizia. Non mancheranno come sempre, mostre a tema, lo spazio libri “Letture per l’anima”. Di richiamo anche gli appuntamenti musicali, con il concerto del noto fisarmonicista Thomas Sinigaglia e una serata dedicata alla danza e alla musica indiana. Per chi poi vuole scoprire meglio l’architettura e l’arte custodita dal nostro splendido convento, tornano, infine, quest’anno le visite guidate da Albano Berlaffa.

>Scarica qui il depliant Agosto a S. Maria 2017 pdf